Proposta di legge: a scuola fumo vietato anche nei cortili

Cominciano presto. Troppo presto. A dieci anni sono già con la sigaretta in mano. Succede in Liguria dove, per combattere l’abitudine al fumo sempre più diffusa tra i giovanissimi nasce la proposta di legge del Pdl che mira a creare una nuova consapevolezza tra gli studenti. E a vietare il fumo a scuola ovunque, anche nei cortili esterni. Si parte proprio dalle elementari. «Non è presto anzi, è opportuno cominciare il prima possibile» ha spiegato il commissario della Lega Tumori di Genova, Andrea Puppo, che appoggia in pieno l’iniziativa nata dalla proposta di Matteo Rosso, medico e vicepresidente della commissione Sanità in Regione. Accanto a Rosso e Puppo, ieri mattina, a spiegare le ragioni delle proposta di legge condivisa da tutto il Pdl c’erano anche Gianni Plinio (capogruppo di An) e anche lui medico e Matteo Marcenaro (moderati verso il Pdl). La proposta di normativa si basa su tre punti: la maggiore comunicazione sui rischi legati al fumo, una più precisa attenzione alla prevenzione e una maggiore assistenza verso chi decide di smettere di fumare, passando anche attraverso l’aiuto del medico di famiglia. Testimonial di eccezione - se vorranno - potranno essere anche i giocatori di Genoa e Sampdoria ai quali proprio Gianni Plinio ha rivolto l’invito a farsi portavoce delle ragioni della salute e dunque dell’abbandono del fumo.
La legge prevede in particolare l’estensione del divieto di fumo in ogni parte delle scuole, compresi cortili e aree limitrofe alle scuole, e in generale negli esercizi pubblici, e nei luoghi di lavoro privati (anche non aperti al pubblico) con presenza di dipendenti. «Non vuole essere una norma repressiva - spiega Rosso - ma certamente serve una maggiore attenzione anche al rispetto dei divieti della normativa nazionale».
Le linee di attuazione della legge verranno concretamente definite mediante il piano triennale di intervento, che dovrà essere disposto dalla giunta regionale entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che fornirà alle Asl le linee di indirizzo per progetti locali in collaborazione con i Comuni, con il mondo della scuola e con il lavoro delle associazioni.
Le cifre fornite dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, d’altra parte, sono preoccupanti: in Liguria il 41 per cento delle famiglie dichiara che almeno un figlio fuma, dato ancora più consolidato nella porzione di famiglie dove anche gli adulti fumano. Secondo l’indagine condotta sulle famiglie risulta che il 77 per cento ritiene che il medico di famiglia abbia un ruolo scarso o inesistente sulla questione fumo, mentre nella nostra regione, come nel resto d’Italia, ma soprattutto al Sud, si comincia a fumare presto, l’80 per cento dei fumatori comincia prima dei 18 anni.
L’invito che gli esponenti del Pdl rivolgono ai colleghi degli altri schieramenti è quello di appoggiare e sottoscrivere la proposta di legge, che può ragionevolmente essere bipartisan, visto che la salute dei giovani deve essere un patrimonio comune. E a maggior ragione leggendo i dati sulle morti causate dal fumo, riconosciuto a livello mondiale un potente cancerogeno. Il 50 per cento dei fumatori, infatti, morirà per i danni dal fumo e i 90mila decessi causati dal fumo ogni anno sono superiori a quelli complessivamente causati da incidenti stradali, eroina, Aids omicidi e suicidi.