È proprio l’anno di Svindal Vince la coppa al fotofinish

Sette centesimi o, se preferite, tredici punti. Tanto, anzi poco, è bastato ad Aksel Lund Svindal per vincere la sua prima coppa del mondo al termine di una stagione trionfale, visto che alla grande sfera di cristallo ha abbinato le due coppe più piccole di supercombinata e gigante e i due ori mondiali di discesa e superG. Onore al merito del norvegese di Oslo che compirà 25 anni il prossimo 16 dicembre, onore a lui che è stato competitivo dall'inizio alla fine di questa stagione, drammatica per le condizioni del tempo ma divertentissima per la varietà di protagonisti che ha saputo offrire in gare quasi sempre spettacolari e di altissimo livello.
Ma onore anche al merito dello sconfitto, quel Benni Raich che ieri ha chiuso come aveva iniziato quattro mesi fa, cioè vincendo. L'austriaco non ha mollato fino all'ultimo metro, ieri per lui la missione era solo una, vincere, sperando che Svindal non finisse nei primi quindici (alle finali a partecipazione ridotta solo i primi 15 prendono punti). E la missione Benni l'ha compiuta, rifilando quasi un secondo a quel Mario Matt che sembrava imbattibile e portandosi a casa per la terza volta la coppa di slalom (succede a Giorgio Rocca). Purtroppo per lui l'impresa finale è stata quasi inutile, perché Svindal è stato altrettanto bravo (e pure un po' fortunato... ) finendo quindicesimo nello slalom che non è proprio la sua specialità, ma che lui ha affrontato con umiltà e intelligenza, approfittando dell'errore di Larsson nella seconda manche che gli ha dato i punti necessari per restare davanti a Raich
Bella e combattuta fino all'ultimo secondo è stata anche la coppa femminile, con Nicole Hosp che come Svindal si è meritata la vittoria grazie ad un finale davvero strepitoso, se il norvegese a Lenzerheide ha vinto discesa, superG e gigante, l'austriaca si è limitata a slalom e gigante (ieri) per il ko definitivo ad una Marlies Schild che come il fidanzato ha lottato come una belva fino all'ultimo metro, finendo sesta nella gara che ha regalato gloria anche a Manuela Moelgg, felicissima del 4° posto ma dispiaciuta per non aver saputo eguagliare il fratello Manfred, salito sul podio con Raich e Matt solo un'ora prima.
Sul podio assieme si sono invece stretti Marlies Schild e Benni Raich, secondi e non primi come avevano sognato: forse proprio l'amore ha tolto loro la lucidità nel momento cruciale. Sono uomini, non sono macchine, per fortuna!