Prosciogliere il dottor Riccio vuol dire sì al suicidio di Stato

Egregio signor direttore, con il proscioglimento del dottor Riccio da ogni addebito, si chiude il caso Welby, ma si apre una questione ben più grave. Stabilire che il paziente ha il diritto di rifiutare qualsiasi terapia, anche salvavita, che il medico ha il dovere di adeguarsi alla volontà del suo assistito, significa di fatto riconoscere il diritto al suicidio (suicidio di Stato)? L'art. 32 della Costituzione voleva veramente spingersi a tanto? È corretta l'interpretazione che ci viene proposta?
Ringrazio per l'attenzione e porgo distinti saluti.
Presidente associazione famiglia e civiltà