Prosegue lo sciopero dei tirFermi stabilimenti Coca Colae la fabbrica Fiat di Cassino

Va avanti la protesta degli autotrasportatori. In Campania autocisterne con i carburanti scortate dalla polizia. A Cassino camionista stava per investire tre manifestanti

I blocchi degli autotrasportatori proseguono, anche se con minore intensità, ma ci vorrà più di una settimana per tornare alla normalità. E, in un clima già molto surriscaldato, il rischio che succeda qualcosa di grave è ogni giorno più forte. Da segnalare un grave episodio verificatosi stamani nel Molise, dove due persone hanno provato a bloccare un tir che procedeva sulla statale 17 in direzione Bojano (Campobasso). Al rifiuto dell'autista hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco. La Polizia stradale di Isernia avrebbe fermato gli autori dell'atto intimidatorio. Si è sfiorato l'incidente anche nelle vicinanze del casello di Cassino: un camionista che stava transitando lungo la Statale Ausonia è stato bloccato e identificato dalla polizia dopo che aveva rischiato di investire tre manifestanti che volevano bloccare il suo cammino. L’intervento degli agenti del commissariato di Cassino e della Questura ha evitato il peggio. 

Gravi disagi a Napoli

Nel capoluogo campano, dopo giorni di chiusura forzata delle pompe di benzina, gli automobilisti hanno preso d’assalto le stazioni di servizio riaperte grazie all’intervento del prefetto. Automobilisti in fila per ore per fare il pieno, sotto l’occhio di vigili urbani e polizia intervenuti per mantenere l’ordine. Sempre a Napoli seicento tonnellate di rifiuti non raccolte per strada e 50 autocompattatori in coda, in attesa di scaricare negli impianti.

La polizia scorta le autocisterne

Cisterne di carburante scortate dalla polizia a Napoli. Per tutta la notte e anche oggi, i mezzi delle forze dell'ordine hanno scortato dalla raffineria di via Nuova delle Brecce, il trasporto degli automezzi che riforniscono diversi distributori di Napoli, provincia e in alcuni casi anche del Salernitano.

Fermati stabilimenti Coca Cola

A seguito dei blocchi degli autotrasportatori, Coca-Cola HBC Italia fa sapere "di essere stata costretta a fermare la produzione negli impianti di produzione di Marcianise (Ce) e Rionero in Vulture (Pz)". La decisione è stata dettata dall’impossibilità di ricevere le materie prime necessarie per la produzione delle bevande gassate e per l’imbottigliamento di acqua minerale. Ma il problema, ovviamente, riguarda anche la distribuzione dei prodotti, impossibile a causa dei blocchi.

Fiat Cassino, terzo giorno di stop

Resta fermo anche oggi lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano (3900 lavoratori). Non si sa ancora se domani si potrà riprendere la produzione. Lo sciopero dei tir non ha consentito l’arrivo delle componenti da assemblare nelle linee di produzione. Un fermo che sta determinando conseguenze negative anche per molte aziende dell’indotto. "Questo blocco - dice Arcangelo Compagnone (Fiom) - va ad aggiungersi ai giorni di cassintegrazione. Vedremo come si potranno recuperare e che cosa deciderà l’azienda". Si è conclusa, intanto, l’operazione di sgombero dei tir nell’area Varlese vicino all’ingresso del casello A1 di Cassino, nel Frusinate. Le forze dell’ordine, su disposizione del Questore di Frosinone Giuseppe De Matteis, hanno provveduto a mandar via i circa cento camion fermi nella zona per lo sciopero degli autotrasportatori, in atto da quattro giorni in Ciociaria.

Cibi scaduti, allarme dei Codacons

A preoccupare gli italiani non ci sono soltanto gli scaffali vuoti. C'è anche un problema igienico: "Non solo prezzi rincarati e speculazioni - dice il Codacons -. La protesta degli autotrasportatori rischia di determinare danni anche sul fronte sanitario, in relazione alla cattiva conservazione dei prodotti alimentari trasportati sui tir".

Cagliari, blocchi sospesi

Come chiesto dal prefetto e dal questore di Cagliari, da oggi non ci sono più blocchi né rallentamenti dei camion con merci al porto canale né sulle strade all’ingresso della città e si proseguirà su questa linea fino a venerdì.

Agroalimentare, danni per 200 milioni

Sale la conta dei danni provocati dal fermo della circolazione, dato che in Italia l’88,3% delle merci viaggia su strada e 9 prodotti alimentari su 10 percorrono più di mille km per arrivare dal campo allo scaffale del supermercato. Le prime stime sono da brivido: considerando tutte le attività paralizzate dallo sciopero dei tir, dalla coltivazione alla raccolta, dalla trasformazione alla vendita nella grande distribuzione, la perdita secca per l’intera filiera agroalimentare italiana arriva a 200 milioni di euro, di cui praticamente la metà ricade solo sull’agricoltura. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, sulla base di dati raccolti sul territorio nazionale.