Prosperini in manette, è accusato di corruzione: "Sue 5 società off shore"

L'assessore lombardo allo Sport e Turismo è stato arrestato con l'accusa di turbativa d'asta e corruzione

Milano - Una presunta mazzetta per la promozione turistica della Lombardia in tv è costata cara a un assessore regionale e a un editore milanese, che sono finiti in carcere. Il primo, per ironia della sorte, proprio mentre si trovava in diretta telefonica su un canale televisivo. Ad essere arrestato l'assessore regionale allo Sport e Turismo della Regione Lombardia, Piergianni Prosperini, accusato di turbativa d'asta e corruzione nell'ambito di un'inchiesta dei pm milanesi Alfredo Robledo e Paolo Storari su una serie di appalti. Poco dopo si sono diffuse le prime notizie sul coinvolgimento di Raimondo Lagostena, il patron del gruppo Profit titolare dei marchi Odeon Tv e Telereporter. In carcere è finto anche Massimo Saini, della Publicis, una società di consulenza di comunicazione.

L'inchiesta delle Fiamme Gialle Prosperini, ovvero "il boss cui spetta certamente l’ultima parola sull’attività dell’assessorato e l’impiego dei fondi". E' la definizione dell’assessore lombardo al Turismo che si legge nelle 42 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Andrea Ghinetti: "Prosperini ha la disponibilità in via diretta o indiretta di cinque società offshore: Htk con sede a Vienna, Finley Serive Llc, Chamonix Llc, Willow Overseas e Kenana ltd". L'inchiesta riguarda presunte irregolarità sulla gara d'appalto 2008-2010 per la promozione in tv del turismo in Regione Lombardia. Al centro delle indagini c'é una presunta tangente di circa 230 mila euro che sarebbe stata versata su conti correnti elvetici intestati a società fiduciarie riconducibili all'assessore Pier Gianni Prosperini. I soldi riguardavano l'assegnazione dell'appalto di servizi del valore di 7,5 milioni di euro per la promozione turistica del territorio lombardo. L'operazione nasce da quella relativa alla cosiddetta 'Tangentopoli lariana' condotta dall'ex pm Francesco Prete, ora procuratore delle Repubblica di Vasto, che nel febbraio 2008 aveva portato agli arresti domiciliari il consigliere regionale lombardo di FI, Gianluca Rinaldin.

L'appalto contestato dal gip Questo nuovo troncone di indagine riguarda l'appalto vinto con una gara ritenuta pilotata, che si è svolta il 23 maggio 2007, e che riguarda il "progetto di comunicazione per la promozione del turismo nella Regione Lombardia" vinta da Profit e Publicis, la società di comunicazione di Saini. Da quanto appurato, alcuni servizi e prestazioni per la promozione turistica tramite anche spot in tv e iniziative alla Bit, la fiera internazionale del turismo che si svolge annualmente a Milano, non sarebbero mai avvenuti benché fatturati alla Regione. Infatti, oltre alla corruzione e alla turbativa d'asta, ai tre arrestati è stata contestata anche la truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. Secondo il gip, Prosperini "era ed è di fatto il dominus dell’attività promozionale regionale che gestiva in prima persona decidendone financo i contenuti", che era diventata "un sistema corruttivo e truffaldino pacificamente instaurato e operante, particolarmente efficace, radicato e pertanto idoneo a fondare il pericolo di reiteraizone". Tra le intercettazioni riportate nell’ordinanza cautelare, si rivela anche il tentativo di Porsperini di "concordare versioni di comodo", da ottenere anche attraverso la minaccia di "pesanti ritorsioni". Prosperini, infatti, si lamenta con un interlocutore del fatto che Saini non concoradasse con lui versioni da fornire all’Autorità giudiziaria.

I debiti stornati sulla Regione Dalle intercettazioni telefoniche e dall’analisi del materiale sequestrato deduce il pubblico ministero che i fondi regionali destinati alla promozione turistica della Regione Lombardia di cui al contratto Rti Profit/Publicis e Regione siano stati utilizzati (anche) per coprire debiti personali di Prosperini con le emittenti televisive locali da lui utilizzate per veicolare la propria immagine sul pertinente "territorio elettorale". "In particolare - spiega il gip - Prosperini aveva maturato con l’emittente televisiva locale Tele Lombardia un debito (non riconducibile alla Regione) di circa 100mila euro e l’espediente che veniva escogitato dal Saini, in concorso con il direttore generale vicario dell’assessorato al Turismo, Lambicchi Roberto (coindagato, ndr), era quello di affidare a TeleLombardia l’incarico di pubblicizzarel a fiera 'Bit 2008' con alcuni spot e uno 'speciale' il cui costo complessivo, ammontante a euro 152mila, era stato 'gonfiato' al fine di comprendere anche il debito pregresso dell’assessore". Per quanto riguarda Telecity, si legge ancora, "nei cui confronti Prosperini vantava altro debito personale pari a circa 100mila euro), dalle conversazioni intercettate sull’utenza di Saini è emerso che in favore di tale emittente era stata commissionata una serie di 30 trasmissioni tematica, della durata di 24 minuti ciascuna, che venivano messe in onda nel 2008: il costo stanziato per tale iniziativa, pari a circa 240mila euro per tutto il 2008, è risultato anch’esso appositamente gonfiato in maniera tale da ricomprendere anche il pregresso debito dell’assessore". Ebbene, per Ghinetti, "la vicenda del debito personale dell’assessore Prosperini scaricato sulle fatture alla Regione deve ritenersi provata e circostanziata" dalle intercettazioni delle conversazioni in cui Lambicchi e Saini "si accordavano in sostanza per attingere il denaro dal budget destinato alla promozione turistica, quindi relative alla gara di appalto vinta dalla Publicis srl, come le successive indagini confermano".

L'annuncio in televisione Un momento paradossale si è vissuto, proprio in televisione, quando, con già nota la notizia dell'arresto Prosperini è stato raggiunto al cellulare e ha parlato in diretta alla trasmissione tv 'Forte e chiaro' dell'emittente Antenna Tre. "Mi stanno arrestando? Ci sono delle agenzie che lo dicono? - ha detto Prosperini, che era stato invitato in studio per partecipare a un dibattito - Scusa, non posso parlare, ma ti posso dire che così non è". Si è capito poi che si trovava nel suo ufficio già alla presenza dei finanzieri. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si é detto "certo" del fatto che Piergianni Prosperini "saprà dimostrare la sua estraneità e la sua innocenza, di cui non ho motivo di dubitare". "E - aggiunge il governatore - confido che la giustizia, a cui va lasciato compiere il suo corso, saprà arrivare a conclusioni certe in un tempo molto rapido".