Prosperini: «Non potevo decidere io il vincitore dell’appalto»

Qualche domanda sui suoi affari in Eritrea, una sola sui suoi rapporti con una avvenente standista russa. Per il resto, l’interrogatorio in carcere di Piergianni Prosperini, l’assessore regionale arrestato giovedì scorso per corruzione, truffa allo Stato e turbativa d’asta si è concentrato sul tema centrale dell’inchiesta: gli appalti per le trasmissioni sulle tv locali lombarde destinate a propagandare il turismo in Lombardia, un affare da 7 milioni in due anni. Prosperini è accusato di avere incassato 230mila euro da Raimondo Lagostena di Odeon Tv (anche lui in carcere) per truccare la gara: ma al giudice Andrea Ghinetti ha spiegato di non aver potuto in nessun modo influenzare la gara d’appalto, che venne assegnata da una commissione di tre membri, nessuno dei quali nominato dall’assessore.
Tra oggi e domani i pm Alfredo Robledo e Paolo Storari faranno conoscere il loro parere sulla richiesta di scarcerazione avanzata da Ettore Traini, difensore di Prosperini.