Prosperini, il pm chiede il giudizio con rito immediato

L'inchiesta sugli appalti per la promozione del turismo in Lombardia. L’ex assessore, il patron di Odeon Tv
Raimondo Lagostena Bassi e il consulente Massimo Saini sono di corruzione,
turbativa d’asta e truffa ai danni della Regione<br />

Milano - La Procura di Milano chiede di processare in stato di detenzione Piergianni Prosperini, l'assessore allo sport e al turismo della Regione Lombardia arrestato poco prima di Natale per corruzione, truffa e turbativa d'asta. La richiesta di giudizio immediato - saltando cioè il passaggio dell'udienza preliminare - è stata depositata dal pubblico ministero Alfredo Robledo, che indaga sugli appalti televisi per la campagna televisiva di propaganda a favore dello sviluppo delle attività turistiche in Lombardia. Insieme a Prosperini, la Procura chiede di processare anche altri personaggi tra cui Raimondo Lagostena, titolare di una tv locale, anch'egli tutt'ora detenuto. Secondo la ricostruzione del pm, il contenuto delle gare d'appalto veniva comunicato sottobanco a Lagostena in modo da metterlo in condizione di adeguare la sua offerta alle richieste regionali. Prosperini avrebbe permesso a Lagostena di sovrafatturare l'importo delle trasmissioni televisive, ottenendo poi fortissimi sconti sugli spazi radiotelevisivi a lui stesso dedicati: di fatto, attraverso questo circuito, sarebbe stata la Regione a pagare gli spazi destinati a propagandare la figura dell'assessore. Posperini, rinchiuso nel carcere di Voghera, ha sempre sostenuto la propria innocenza, affermando che i soldi (230mila euro) provenienti da Lagostena e approdati su un suo conto svizzero erano il frutto non di una corruzione ma il pagamento di una intermediazione per la cessione a Lagostena di una tv veneta di proprietà dell'imprenditore Giorgio Panto, che però ha negato la circostanza. Nei giorni scorsi la presidenza del Consiglio ha sospeso Prosperini dall'incarico con un suo decreto.