«La prossima volta sfilino alla Fiumara»

Giovanna Levaggi sabato ha aperto il suo negozio, ascoltando l’invito di Comune e forze dell’ordine. «Risultato? Al mattino incasso ridotto del 30-40 per cento rispetto a un sabato normale. Nel pomeriggio incasso nullo, il deserto».
In piazza Campetto (pieno centro storico) i clienti non sono arrivati: «Facendo passare il corteo per il centro si è fatto un altro favore a centri commerciali e ipermercati» racconta la titolare di «Affetti speciali». Che per questo propone trovare una nuova sede per le manifestazione politiche: «Chi vi partecipa ha un chiaro obiettivo, fasi vedere. In centro, ormai, nessuno viene più a fare spese vuoi per l’impossibilità di parcheggiare, vuoi perché strade e vicoli nell’immaginario collettivo sono il regno di punk a bestia e sbandati. Per questo dico: il corteo la prossima volta venga organizzato alla Fiumara. Chi vi partecipa troverà molta più gente ad osservarlo ed ascoltarlo. E il Comune risparmierà un ulteriore danno al centro storico».
Perché i clienti sono sempre meno. «Una volta c’erano i turisti portati dalla Costa crociere, ormai abbiamo perso anche quelli - racconta la signora- I visitatori dell’Acquario rimangono poco in città, visitano le vasche e poi se ne vanno. L’unico turismo che attira Genova sembra essere quello di no global e ragazzi dei centri sociali».
La manifestazione di sabato, con le paure che l’hanno accompagnata, ha creato un danno enorme per i commercianti del centro: «Siamo a 40 giorni dal Natale, la gente comincia a muoversi per adocchiare i regali e magari fare le prime spese. Spese che sono state fatte - aggiunge la negoziante - nei grandi supermercati lontani dal centro. Il corteo no global ha regalato loro clienti, spostando il flusso delle persone interessate agli acquisti lontano dal cuore della città».
Alla politica cittadina i commercianti chiedono un cambio di rotta: «Sembra che si voglia far chiudere i negozi del centro - aggiunge Giovanna Levaggi mentre ripiega le magliette delle linea «Zena» e quelle con i disegni degli animali che produce e poi vende in piazza Campetto- In altre città dove vendiamo i nostri prodotti la situazione non è così critica: parlo di Viareggio, San Gimignano, Alassio. Noi vogliamo andare avanti, cercare di tenere aperto il più possibile per rimediare al periodo non facile. Ma a Genova sta diventando impossibile».