Prostitute e imbrattatori, prime multe con i superpoteri

Il sindaco di Trezzano sul Naviglio applica il «decreto Maroni» dichiarando guerra al parco degli scambisti e ai «writers»

Sosta del sesso, bazar della carne, parco degli scambisti. Tante definizioni per un unico posto: il parcheggio davanti al Motel 2000 di Trezzano sul Naviglio, di fianco alla tangenziale. Di giorno accoglie i clienti dei grandi centri commerciali della zona. Di notte si trasforma in bordello a cielo aperto. Un tempio dell’orgasmo a pagamento che ha consegnato a Trezzano la triste palma di capitale del sesso su pneumatici: la classica scappatella in macchina, per intenderci, anche se spesso e volentieri consumata a suon di contanti.
Tutto questo finché non c’era lei. Lei è il sindaco Liana Scundi, la «Hillary di Trezzano sul Naviglio», come la chiamano da queste parti per via del marito che ha tenuto le redini della città dal 1985 al 1994. Come la moglie di Clinton, la Scundi è una donna determinata, decisa, dalla volontà di ferro. Fin dalla sua elezione a primo cittadino di Trezzano, ha fatto della lotta alla prostituzione su strada uno dei suoi principali cavalli di battaglia. Una vera missione, al sua, che l’ha portata in una fredda notte dello scorso gennaio ad accompagnare le forze dell’ordine nel blitz contro il sesso a pagamento nel famigerato parcheggio.
Non è un caso, dunque, che appena il decreto sicurezza del governo (dove sono garantiti superpoteri ai sindaci) è comparso sulla Gazzetta Ufficiale, la Scundi e il suo entourage l’abbiano recepito con un’ordinanza ad hoc. Un provvedimento che vieta «le soste occasionali, anche di brevissima durata, con veicoli o l’esecuzione di manovre repentine pericolose per la circolazione stradale» a chi transita davanti alle prostitute. E giù con sanzioni amministrative per clienti e lucciole da 500 euro a testa.
Il sindaco Scundi non lo ammette esplicitamente, ma l’ordinanza ha come scopo quello di far diventare il parcheggio del sesso un lontano ricordo. «Si applica in tutto il territorio comunale, quindi anche lì», glissa il primo cittadino sull’argomento. Ma è lei stessa a confermare l’indiscrezione, seppur senza volerlo: «Il nostro obiettivo - prosegue la Scundi - è liberare le strade dalla prostituzione. Per questo le forze dell’ordine hanno da oggi uno strumento in più per contrastare il degrado». Ovvio che nel mirino di vigili, polizia e carabinieri ci sarà gioco forza il mercato della carne del parcheggio.
Curioso è che un sindaco del Pd debba ringraziare il ministro leghista Maroni per il decreto. Anche qui, però, la Scundi non si sbottona più di tanto. E addirittura rilancia: «Ci sono nazioni dove prostituirsi è reato. Il ministro si appella invece alla nostra “creatività”. È ben diverso. Però con il decreto ci fornisce un’opportunità, la cui efficacia dipende dal grado di collaborazione con le forze dell’ordine e dalle risorse in campo». A differenza di molti suoi colleghi di partito, alla Scundi non si drizzano i capelli quando sente la parola sicurezza. Sempre lei, in un’altra ordinanza di questi giorni, ha previsto multe salate e l’obbligo del ripristino per i «writers». Scelte che piacciono molto agli elettori di destra, più che a quelli di sinistra. «Il mio scopo è di rendere più vivibile Trezzano e per questo ci vuole anche più sicurezza», risponde di getto il sindaco.
Nella vicina Cesano Boscone, intanto, è di pochi giorni fa la decisione del sindaco di chiudere al traffico via Benedetto Croce, il controviale della Vigevanese diventato famoso per le sue «signorine da marciapiede». Così le prostitute saranno obbligate a sloggiare per adescare i clienti: difficile infatti che questi le carichino in spalla. Che la trovata l’abbia suggerita al collega di Cesano proprio la Scundi?