Prostitute e sicurezza, Musso accende il dibattitto

«Il problema della sicurezza sarà in cima al mio programma». Parte da qui Enrico Musso, candidato della Cdl alla poltrona di sindaco, per precisare il suo pensiero sul tema della prostituzione. Tutto è cominciato qualche sera fa durante una trasmissione a «Primocanale». Rispondendo a un telespettatore esasperato per i traffici loschi (prostituzione compresa) che avvengono nel suo quartiere, Musso ha citato l’esempio di Anversa, città portuale tedesca simile a Genova: «Lì sono state destinate alle prostitute due strade collegate da una galleria costruita ad hoc. Così si controlla la cosa dal punto di vista sanitario e non ci sono traffici illeciti nelle strade della città».
L’intento - ha ribadito ieri il candidato - era quello di aprire un dibattito «su un tema ignorato dalla sinistra e che rovina la vita a chi vive nei quartieri di Genova dove dilaga il fenomeno». «Non ho alcuna proposta concreta - aggiunge - Voglio confrontarmi con le associazioni che si occupano del problema. La mia “ricetta” si vedrà nel programma». E il dibattito si è subito accesso.
I consiglieri regionali di An Gianni Plinio e Alessio Saso hanno messo a punto una proposta di legge da inviare al Parlamento. «La prostituzione esercitata in luogo pubblico è proibita» recita il primo articolo del testo che prevede sanzioni più severe per chi sfrutta o costringe qualcuno a vendersi. «Vogliamo allontanare la prostituzione dalle strade della città e limitarla - spiegano i consiglieri.- Non condividiamo la logica di chi vorrebbe creare “isole del sesso”. È più opportuno che l’attività vada esercitata in luoghi privati, non esposti al pubblico, da non più di due lavoratrici - una sorta di mini cooperative autogestite - sottoponendole a controlli sanitari e imposizione fiscale. Genova e la Liguria hanno tristi primati sia quanto a prostitute minorenni che con il 30% di prostitute africane sieropositive. La legge Merlin ha fallito». Interviene anche la Lega, favorevole invece all’idea di creare «appositi spazi» per il mercato del sesso. «Fu Umberto Bossi anni fa a parlare degli eros center» ricorda Francesco Bruzzone.
Forza Italia se la prende con Marta Vincenzi, candidato sindaco dell’Unione, critica verso Musso e il già citato esempio di Anversa. «Nessuno possiede formule magiche per risolvere problemi (quello in questione è uno dei tanti) incancreniti dall’incuria di chi amministra la città da vent’anni - attacca Roberto Cassinelli, coordinatore metropolitano del partito-. La proposta del nostro candidato merita rispetto. Sarebbe stata opportuna, quanto auspicabile, una proposta alternativa da chi si è candidata a guidare la città».
Contro la «spocchia di certa sinistra, quella della Vincenzi, non del sindaco Pericu» si scaglia anche Musso. «Si è detto, commentando quanto ho raccontato in tv, che la destra mostra il suo vero volto. Ci sono stati stati esponenti di tutti i partiti favorevoli a creare zone protette per la prostituzione: da Achille Serra, prefetto di Roma, a Livia Turco (nel 2000), Barbara Pollastrini e Anna Finocchiaro dei Ds. Per non parlare di don Gallo e di don Ciotti».
L’obiettivo, ricorda ancora Musso, è «liberare dalla schiavitù le prostitute, limitare la diffusione delle malattie e permettere a chi vuole aiutare queste ragazze di farlo senza rischiare la vita. I quartieri o gli stabili a luci rosse sono una soluzione - continua- e può darsi che alla fine diventi la mia proposta. Ora mi interessava solo aprire un dibattito».
Il discorso si allarga così alla sicurezza. «Porterò 170 agenti a presidiare le zone calde e metteremo telecamere intelligenti (che segnalano all’operatore movimenti sospetti) in tutti i quartieri a rischio - conclude il candidato della Cdl-. Genova è quarta città d’Italia per numero di reati. A Milano il sindaco si è impuntato e ha ottenuto nuovi agenti. Qui, invece, chiudono i commissariati».