Prostituzione, 30 multe al giorno: metà delle vie ripulite dalle lucciole

CIFRE Se tutte le multate pagassero, solo nel 2009 Palazzo Marino avrebbe incassato oltre 1 milione

Le vie dello sconcio sono dimezzate. Erano 100 solo pochi mesi fa, oggi le strade invase dalla prostituzione sono 47. Un fenomeno prosciugato a colpi di multe.
Undici «lucciole» sono state sanzionate solo l’altra notte: 10 romene e una venezuelana, «beccate» da cinque pattuglie della Polizia municipale in via Vallazze, in viale Toscana, in viale Monte Rosa, in via La Spezia, in via Renato Serra e in via Cittadini. E non è stata neanche fra le notti più movimentate. Sono 2.355 infatti le multe applicate dalla Polizia municipale nei primi 3 mesi dell’anno. Per una media di 26 sanzioni al giorno. Cresciuta ulteriormente nell’ultimo mese: sono più di mille (1.072) le multe di marzo. Una impennata notevole. Basti considerare che le sanzioni inflitte nel 2009 in base alle ordinanze comunali di novembre sono superiori a tutte quelle del 2006.
Le sanzioni potrebbero avere un qualche effetto anche per le casse del Comune, se le multate pagassero. L’incasso potenziale solo dell’ultima notte dovrebbe essere di 5.850 euro. Di 442mila euro negli ultimi due mesi del 2008, addirittura un milione e 177mila euro nei primi tre mesi del 2009. Numeri molto più consistenti del passato, quando per esempio a un anno di multe - il 2006 - corrispondeva una somma di 330mila euro circa. Ma è tutta da verificare la possibilità del Comune di rendere effettiva questa previsione amministrativa, essendo le sanzioni in gran parte inflitte a clandestini (soprattutto trans).
Al di là dei numeri comunque, è l’effetto deterrente quello che rimarca il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. «Nei primi due mesi del 2009 - spiega De Corato - le multe erano state 1.283: una media (641) già cresciuta del doppio rispetto al 2008. E molto più alta rispetto ai dieci anni precedenti quando erano state inflitte quasi 23mila multe secondo la vecchia ordinanza del ’98, voluta dal sottoscritto». «Il nuovo provvedimento firmato dal sindaco lo scorso novembre - aggiunge De Corato - costituisce un deterrente più incisivo sia perché la sanzione è stata innalzata da 166 euro a 500 euro sia perché permette di “colpire” non solo i clienti (che ora incidono generalmente per un terzo) ma anche le prostitute (cui vanno due terzi delle multe). E il risultato è che a Milano lo “sconcio” è diminuito, così come è calato il numero delle strade invase dal fenomeno».
«Per quanto riguarda le nazionalità - conclude De Corato - romene e viados sudamericani costituiscono oggi a Milano le maggiori criticità». Per effetto delle ordinanze, ma anche della presenza delle pattuglie di militari, anche la «mappa» della prostituzione in città è cambiata. In base ai dati aggiornati, dunque, sono 47 le zone critiche della città. Si va dalla prostituzione femminile, minorile e sudamericana rilevata ancora nella zona della Stazione Centrale, alle lucciole slave di viale Abruzzi (moldave, ucraine e albanesi), viale Toscana (romene) e viale Testi e Sarca (dove resta una presenza italiana, come in via Tonale, via Aspromonte e via Porpora); fino alle strade dei trans sudamericani: via Gioia, piazzale Lagosta, via Pola, piazza Firenze, via Novara e tante altre ancora.