Prostituzione, Tursi non sa come salvare le romene

Grazie al progetto «Sunrise» («sole che sorge» in inglese) più di trenta ragazze sono state tolte dal marciapiede. Ma ora un problema «burocratico» rischia di escludere dal sistema di aiuti le ragazze romene che come altre giovani di tutto il mondo sono costrette a prostituirsi nelle strade di Genova.
L’ingresso della Romania nell’Unione europea escluderebbe infatti dai programma di reinserimento nel mondo del lavoro e di formazione le ragazze sottoposte a tratta e schiavitù costrette a prostituirsi in Italia. È questo uno dei problemi che sarà affrontato dal Comune di Genova impegnato dal 2000 nel progetto «Sunrise» di recupero e reinserimento nella vita sociale delle donne costrette a prostituirsi.
Massimiliano Morettini, assessore comunale ai Giovani con la delega alle Politiche dell’immigrazione, ha ricordato ieri mattina che «a oggi le ragazze assistite sono 140». «Di queste - ha precisato poi Morettini - 38 hanno terminato il programma e sono reinserite nella società e 10 hanno abbandonato».
Il progetto, finanziato dal Ministero delle pari opportunità e dal comune di Genova per un importo pari a circa 400mila euro annui, riguarda donne provenienti da Albania, Moldavia, Pakistan e anche Romania. «Il problema della diversa collocazione europea - ha spiegato Morettini - escluderebbe le ragazze romene dal programma perché il bando ministeriale di finanziamento riguarda solo soggetti extraeuropei. Affronteremo questa problematica al tavolo previsto dai Patti per la sicurezza e cercheremo di estendere l’assistenza».