Proteggiamo le nostre ossa

La fragilità dello scheletro può essere combattuta con una cura a base di una infusione annuale di acido zoledronico

Fino al 50 per cento delle persone in terapia cronica con cortisonici, se non trattate, sono a rischio di fratture. Sono circa un milione gli italiani in cura per lunghi periodi con farmaci cortisonici. Rimedi ampiamente utilizzati per trattare gli stati infiammatori ma capaci di esporre, chi ne fa uso prolungato nel tempo, a elevato rischio di osteoporosi e fratture: infatti fino al 50 per cento delle persone sottoposti a terapia cronica con queste sostanze, vanno incontro entro 3 anni ad una rottura, se non efficacemente trattate. Oggi uno studio clinico, condotto su oltre 800 pazienti (uomini e donne) affetti da osteoporosi indotta da cortisone e presentato al Congresso europeo dell'osteoporosi (Ecceo) a Istanbul, indica nuove vie nella prevenzione e nel trattamento. I dati che emergono incoraggiano: un'infusione annuale di acido zoledronico 5 mg aumenterebbe significativamente, rispetto alla terapia standard a base di risedronato (uno delle molecole consolidate per l'osteoporosi da cortisonici e bisfosfonato come l'acido zoledronico 5 mg), la densità minerale ossea nella colonna lombare a 12 mesi, sia nel gruppo di pazienti in trattamento, con 4,1 per cento per acido zoledronico 5 mg rispetto al 2,7 per cento per risedronato, che nel gruppo di pazienti in prevenzione (2,6 per cento rispetto allo 0,6 per cento). «Si tratta di dati importanti che avvalorano l'efficacia della monosomministrazione annuale e confermano la capacità di acido zoledronico 5 mg di aumentare significativamente la densità minerale ossea in diverse classi di pazienti - commenta Silvano Adami, professore di reumatologia all'università di Verona e direttore del centro di riferimento regionale per l'osteoporosi dell'ospedale scaligero. I pazienti in terapia cortisonica spesso devono assumere molti farmaci quotidianamente, per cui la singola dose annuale risulta particolarmente vantaggiosa e gradita, rispetto ai farmaci che devono essere assunti giornalmente o ogni settimana. La protezione garantita dalla somministrazione annuale di acido zoledronico 5 mg, costituisce un reale passo avanti nella gestione clinica di questi pazienti». Ulteriori studi che hanno messo in luce l'efficacia del bisfosfonato nella riduzione delle fratture vertebrali e del femore sono stati pubblicati sull’autorevole pubblicazione New England Journal of Medicine. È stato chiesto inoltre alle autorità regolatorie europee e americane l’autorizzazione della messa in commercio dell’acido zoledronico per la cura dell’osteoporosi da cortisonici.