La proteina C ci avverte del rischio cardiovascolare

Si apre una nuova via per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Un indicatore del processo infiammatorio, la proteina C reattiva (Crp), quando presente in valori elevati, sarebbe un fattore di rischio cardiovascolare anche in presenza di normali livelli di colesterolo cattivo (Ldl). Di recente l’americana Food and Drug Administration (Fda), ha approvato un farmaco (rosuvastatina), per la riduzione del rischio di ictus, infarto miocardico e procedure di rivascolarizzazione, in persone che non presentano evidenze cliniche di patologie cardiovascolari in atto ma che hanno un’alta probabilità di incorrervi, per via dell’età, per fattori di rischio aggiuntivi e per la presenza della proteina C reattiva, spia di un vero e proprio processo infiammatorio in atto. L’autorizzazione americana arriva a seguito dei risultati straordinari rivelati dallo studio clinico internazionale Jupiter promosso da Astra Zeneca (circa 18 mila i pazienti arruolati). I dati indicano una riduzione fino al 54 per cento del rischio di infarto, del 48 per cento di ictus e del 46 per cento di procedure di rivascolarizzazione arteriosa. «È un avanzamento importante», afferma il professor Alberto Margonato, primario di cardiologia e unità coronarica presso l’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano. «Basti pensare che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in assoluto in Italia e l’infarto è la causa singola di decesso più alta. I risultati di questo studio sono di enorme importanza clinica. Fino ad oggi abbiamo trattato con le statine pazienti con colesterolo alto. In questo studio invece si è visto che, in persone con valori elevati di proteina C reattiva (superiori a 2 g/litro) ma con livelli di colesterolo cattivo (Ldl) assolutamente normali, rosuvastatina ha determinato una riduzione molto significativa degli episodi cardiovascolari. Tant’è che lo studio, proprio per l’evidenza dei risultati è stato chiuso in anticipo».
La proteina C reattiva potrebbe avere un certo ruolo anche nella aterosclerosi, patologia che negli ultimi anni è considerata ormai con una importante componente infiammatoria. «Le statine oltre agli esiti sul colesterolo hanno anche degli effetti importanti antinfiammatori», sottolinea Margonato. «Se un paziente ha fattori di rischio cardiovascolare aggiuntivi, come la familiarità per malattie di cuore oppure un colesterolo buono Hdl basso, è bene che in aggiunta ai classici esami del sangue si faccia prescrivere anche il controllo della proteina C reattiva».