La protesta anti Gelmini? 500 studenti a far danni gli altri 150mila sui libri

Tram deviati, muri imbrattati, poliziotti impegnati per ore. «Sono i costi della democrazia», sostengono gli organizzatori dei cortei. Ma si tratta di costi che, stando ai consuntivi che ne trae ad ogni manifestazione il Comune, cominciano a diventare notevoli.
Ieri incidenti e tafferugli provocati dal corteo degli studenti scesi in piazza per protestare contro il decreto Gelmini sono costati «almeno 60mila euro». È la stima dei danni diffusa dal vicesindaco di Milano e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato. E il corteo è «il 18esimo da inizio anno». Per De Corato si è trasformato nell’«ennesimo brutto spettacolo e che si è distinto, tra l’altro, per i tafferugli con le forze dell’ordine in via Boiardo, a Loreto e viale Abruzzi, l’occupazioni dell’Agenzia delle Entrate e l’irruzione in Università».
Non esiste un calcolo complessivo, ma si può ragionevolmente ipotizzare che il costo totale sopportato dalla collettività nel corso del 2010 milanese si avvicini al milione di euro. E questo nonostante che a scendere in piazza siano spesso piccole minoranze: come ieri, quando a bloccare la città sono alcune centinaia di studenti sui circa 160mila che frequentano le scuole milanesi.
Partiti circa in 400 alle 9.30 da largo Cairoli, i ragazzi hanno lanciato uova e vernice azzurra contro la sede dell’Agenzia delle Entrate di via Manin, poi hanno raggiunto i Bastioni di Porta Venezia proseguendo verso viale Majno, dove dell’altra vernice è stata lanciata contro l’ingresso di una scuola privata. Quando mostravano di voler raggiungere la stazione di Lambrate la polizia, per fermarli, ha dovuto utilizzare la forza. Un diciottenne è stato soccorso in codice verde.