Per protesta chiedo a Preziosi di ritirarsi da tutti i campionati

Caro Giornale, il 16 giugno, alla notizia dell’apertura di un’inchiesta sulla partita Genoa-Venezia, inoltrai immediatamente una interrogazione al Sottosegretario Pescante affinchè assicurasse la protezione della sfera sportiva dalla macchinazione che a mio avviso si stava mettendo in atto. Fin dall’inizio compresi infatti che dello sport, del calcio, dei valori in campo, della giustizia e della legalità non importava nulla a nessuno. Semplicemente c’era un imprenditore scomodo: Enrico Preziosi, poco gradito e per nulla integrato nell’establishment calcistico non meno che in quello industriale e finanziario e per giunta estraneo, per non dire inviso, a una certa elitaria borghesia genovese.
Ce n’era abbastanza per doverlo fermare ora che con il Genoa promosso in Serie A aveva compiuto un balzo in avanti e verosimilmente si accingeva ad alzare ancor più la testa. Tutte le anomalie, le irritualità, le bizzarrie, le forzature e le provocazioni che dall’avvio dell’inchiesta sino al giudizio di ieri sono state messe in atto, erano già scritte, erano già determinate e non lasciavano spazio a giustificazioni, a correttivi, a ripensamenti e neppure ad approfondimenti.
Parlando con autorevoli esponenti del mondo del calcio e del governo dello sport mi sono convinto della lucida e irremovibile determinazione di coloro che hanno ideato e ordito la trappola e soprattutto delle ampie protezioni delle quali si avvalgono. Il Presidente Carraro, da me interrogato in commissione al Senato, ha risposto con surreale iattanza e con involontaria umoristica sfacciataggine che «il mondo del calcio rispetta le regole». Ora, raggiunto lo scopo dell’eliminazione di Preziosi, è possibile che al Genoa sia concessa qualche briciola di indulgenza, magari togliendole provocatoriamente i tre punti di penalità in C o persino ammettendola azzoppata e penalizzata alla Serie B. Nel caso questo si verifichi mi auguro che i responsabili della Società non si prestino al tentativo, comodo ed ipocrita, di rattoppare la situazione archiviandola frettolosamente.
Ritengo che nessuna soluzione diversa dalla permanenza in Serie A possa essere decorosamente accettata. Nel caso questo non avvenga, spero che i tifosi rispettino la legge e non commettano reati che aggiungerebbero danno e beffe a quelli già subiti. Propongo che il Genoa Cricket and Football Club si ritiri dalle competizioni ufficiali di un calcio ammorbato dalla corruzione e dall’ipocrisia e del tutto subalterno a pressioni e ad interessi esterni spesso poco trasparenti. Mi auguro che il pubblico genoano non cada nella trappola del sentimentalismo; della «fedeltà e dell’entusiasmo nonostante tutto», del «comunque vicini alla squadra» offrendosi così come carne da macello per la retorica dei loro stessi aguzzini.