La protesta contro la Turco è sintomo di un rompete le righe

L'ultimo episodio all'interno della maggioranza che ha indotto il ministro Livia Turco a prendere carta e penna in mano per richiedere una verifica politica alla senatrice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Ulivo al Senato, è il segno che nell'Unione si procede in un clima da sciogliete le righe, in un totale stato di incomunicabilità tra le parti, dove degli alleati ci si ricorda solo al momento in cui scoppiano le liti e si presenta la necessità di riunire il condominio per giungere ad una pacifica ricomposizione. Che peraltro la Livia Turco sia persona arrogante e che tira dritto, lo aveva già ampiamente dimostrato nella vicenda che aveva portato alla rimozione del direttore scientifico Francesco Cognetti dal suo incarico: e malgrado le proteste di numerosi suoi collaboratori rese pubbliche ed un fronte di solidarietà politica trasversale che si era aperto a favore dello stimato professionista, egli fu reintegrato solo dopo un ricorso presentato ed accolto dal Consiglio di Stato. Superato non senza polemiche quell'imbarazzo, la Turco paga nuovamente dazio dopo aver elevato con atto amministrativo il quantificativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio. Nemmeno nella presente circostanza la lettera di ben 51 parlamentari della sua coalizione, l’ha dissuasa dalle proprie intenzioni.