La protesta degli studenti anti-Gelmini blocca porto, traffico e Topolino

(...) Resta, comunque l’amarezza di una sorpresa svanita, attutita solo in parte da un giro tra le vasche dell’Acquario tra delfini e squali. A deludere le aspettative, un gruppo di studenti che protestano contro la riforma del ministro Gelmini e mandano il traffico in tilt, facendo accumulare ritardi e impedendo a tutti di raggiungere l’Acquario. Topolino compreso. Il comunicato stampa era stato chiaro: «Venite anche voi ragazzi, c’è una sorpresa». Nulla di più accattivante per i bambini, che innamorati dei personaggi dell’omonimo canale televisivo hanno colto l’invito e atteso impazienti, tra una spiegazione e l’altra. Gli organizzatori hanno fatto comunque scattare il piano B: «incontrarli al Vaillant». Sempre che qualche manifestante, non decida di rovinare ancora la festa. Intanto in città, la manifestazione degli studenti (solo studenti?), oltre alla paralisi del traffico e al blocco del casello autostradale di Sampierdarena, ha portato anche all’occupazione del rettorato. Il corteo, partito da Caricamento con circa 500 studenti e molti «estranei», si è diretto innanzi tutto verso il varco portuale di Ponte Etiopia e viale Canepa, impedendo la circolazione di camion e mezzi sull’elicoidale in uscita dall’autostrada. Fortissime le ripercussioni sulla circolazione. Il caos è durato un paio d’ore, mentre saliva la protesta contro i dimostranti: «Non lavoro oggi io e non lavorerete voi domani - ha detto un portuale della Culmv -. Siamo pochi portuali oggi perché si fanno poche giornate. Questa è la crisi che stiamo pagando, questa è la crisi che non vogliamo pagare». Ma i manifestanti replicano: «Noi la crisi non la paghiamo». A Sampierdarena un gruppo di loro taccia di «fascista» Valentina Carosini, nostra collaboratrice, «colpevole» di aver scritto sull’istituto Lanfranconi. Nelle stesse ore, alcune decine di ricercatori universitari e dipendenti dell’Ateneo, aderenti ai sindacati confederali e alla Rete 29 Aprile, hanno occupato il rettorato di via Balbi, mentre a Roma alcuni giovani genovesi partecipavano attivamente ai disordini esplosi vicino al parlamento.