La protesta dei papà separati: «Così ci riducono in mutande»

Chi in mutande, chi in boxer, a pulire vetri ai semafori di fronte al Tribunale civile: una cinquantina di padri separati hanno così protestato contro chi - a scapito della categoria - applica scorrettamente l’affido condiviso. La manifestazione - organizzata da «Figli negati», «Caro Papà», «Papà separati Lombardia» (riuniti in un movimento chiamato «Armata dei padri») - prende spunto da un caso di cronaca. Quello di Alessandro Aloisi, «perseguitato economico - raccontano i manifestanti - che a fronte di uno stipendio di 890 euro al mese, secondo un giudice del tribunale civile di Roma, deve versare alla sua ex moglie 500 euro e alla figlia di un anno altri 500 euro». I manifestanti hanno ricevuto attenzione e solidarietà da avvocati e passanti.