La protesta dei vigili «sotto assedio»

Di Bella, della Cisl: «Siamo bersagli inermi di scalmanati a cui tutto è concesso. Bisogna intervenire»

Alessia Marani

Risse e disordini a San Lorenzo. Dopo la protesta dei poliziotti costretti a contare settimanalmente i feriti, ora arrivano le «note dolenti» pure dei vigili urbani. Sono i «pizzardoni» del III Gruppo, infatti, i più esposti alle aggressioni e agli assalti di gruppi di scalmanati, teppisti e «punkabbestia» che ogni sera, soprattutto nel week-end, assediano il quartiere dei pub e degli studenti universitari. Una «terra di nessuno» lasciata alla mercè di chi si sente «libero» e «forte» persino per scagliarsi, impunito, contro le forze dell’ordine. «L’ultimo episodio? Due nostre vigilesse di pattuglia ai varchi aggredite da alcuni giovani, costrette a chiudersi in auto e a mollare il presidio per sfuggire a quei pazzi ubriachi», afferma Gennaro Diodato, delegato Cisl. «Senza contare l’assalto coi sampietrini del 20 novembre e tutte le volte - aggiunge - in cui i nostri uomini hanno dovuto subire l’umiliazione di rientrare al comando con le auto di servizio imbrattate di vernice o con le divise sudice per le uova o i pomodori di cui sono stati fatti bersaglio. Una situazione vergognosa».
A scatenare la polemica con una lettera al vetriolo inviata al questore di Roma, Marcello Fulvi, era stato il Coisp, Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia. «Ci chiediamo come mai - aveva detto il segretario nazionale Domenico Pianese - i fatti di San Lorenzo, pure puntualmente denunciati dagli agenti del commissariato locale ai superiori, continuino a essere fino a oggi colpevolmente sottovalutati. A Campo de’ Fiori, altra zona calda della Roma-notturna, al contrario, sono stati presi provvedimenti ben precisi. Lo stesso prefetto è intervenuto con disposizioni particolari, quale per esempio il divieto di vendita di alcolici in vetro. Qui, invece, sui vigili continua a cadere una pioggia di bottiglie».
«Con l’istituzione della Ztl (Zona a traffico limitato, ndr) notturna - spiega Antonio Simoni, altro rappresentante Cisl nel Gruppo di via Goito - di fatto, i nostri agenti piazzati in concomitanza dei varchi vengono trasformati in facili bersagli. Delle quindici pattuglie impegnate nei servizi quelle dislocate per “ordine pubblico” a fianco della polizia di Stato, finiscono poi per essere addirittura d’intralcio, visto che in caso di intervento i primi a dovere essere difesi dai poliziotti sono proprio i nostri agenti, disarmati».
Una situazione decisamente esplosiva, dunque, che esaspera non solo gli operatori della pubblica sicurezza ma anche gli stessi cittadini. Tempo fa erano state le «mamme di San Lorenzo» riunite in comitato, a inscenare una protesta con tanto di volantinaggio per chiedere che si facesse qualcosa contro l’abbandono totale del quartiere, di solida tradizione «operaia» e «antagonista». «I nostri figli - dicevano - hanno il diritto a poter crescere in una zona sana, senza paure e coprifuochi. Ci sono spazi in cui oggi non è neppure possibile passare per il timore di imbattersi in folli ubriachi e violenti».
Nell’ultima manifestazione dei metalmeccanici arrivati in pullman a San Lorenzo, a rimediarci le «botte» persino dall’autista l’ennesima pattuglia dei «pizzardoni» impegnata in controlli di routine. «Tutti episodi - dichiara Gabriele Di Bella, segretario aggiunto Cisl municipale - puntualmente relazionati dai nostri uomini a fine turno che non sono bastati, però, a fare prendere seri provvedimenti a chi di dovere. Quanto meno strategici, come il concentramento delle pattuglie in un posto, per evitare di isolare alcune squadre più esposte. Sicuramente ci sono delle responsabilità a monte. San Lorenzo non nasce come un quartiere per l’intrattenimento. È un quartiere fatto di famiglie e lavoratori che hanno diritto a vivere nella tranquillità di un territorio in cui la legge viene fatta rispettare». L’ultimo paradosso? Che per operare a San Lorenzo, gli ausiliari della Sta hanno fatto formalmente richiesta per avere l’ausilio (sic!) dei vigili urbani. «Insomma - concludono i sindacalisti - è incredibile che per fare multe e rimozioni a cui quelli sono stati delegati si chieda la nostra scorta. Una scorta impotente. Visto che non abbiamo neppure uno sfollagente per difendere noi stessi».