La protesta dell'Anm: "La crisi della giustizia peggiorerà"

L’Associazione nazionale magistrati boccia
l’emendamento al disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza
che prevede di introdurre l'immediata sospensione di tutti i processi di primo grado in corso
per fatti commessi prima del 30 giugno 2002

Roma - "Un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale": l’Associazione nazionale magistrati boccia senza mezzi termini l’emendamento al disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza che prevede di introdurre l'immediata sospensione di tutti i processi di primo grado in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, ad eccezione dei processi di criminalità organizzata, per delitti puniti con pena superiore a dieci anni e di quelli per altri reati ma con imputati detenuti.

"Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità - osservano il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini -. Le cancellerie, già particolarmente gravate da numerosi incombenti, si troveranno costrette ad inviare alle parti del processo la comunicazione della sospensione, con sostanziale paralisi di ogni altra attività". Secondo il sindacato delle toghe "i ruoli dei tribunali saranno integralmente stravolti, senza possibilità alcuna di recuperare tempo e risorse per gli altri processi. In pratica cancellerie e giudici saranno impegnati nel prossimo anno a smistare i processi sospesi e a fare rinvii".