Protesta, Lega pronta al decollo

«Se il governo pensa di buttare via i soldi investiti su Malpensa per salvare Alitalia, commette un errore gravissimo che pagherà caro al nord». Parola di Roberto Maroni, presidente dei deputati della Lega. Che, tra l’altro, preannuncia proteste di piazza: «Se questo scandalo dovesse avvenire, credo che il Nord dovrà scendere in piazza per fermare i ladrocini di Roma».
«Ladrocini» che, secondo Maroni, hanno come obiettivo quello di «danneggiare Malpensa per salvare le solite lobby romane» ovvero di sostenere la compagnia di bandiera che «perde più di un milione di euro al giorno» e che, tra l’altro, «non riesce nemmeno a guadagnare su rotte redditizie per qualsiasi altra compagnia aerea del mondo». Valutazioni, quelle della Lega, che si ritrovano nero su bianco nella mozione parlamentare - perché «in quella sede si discuta del caso Alitalia» - che stamani Maroni illustra alla stampa milanese insieme a Roberto Castelli, Stefano Galli e Matteo Salvini, rispettivamente capogruppo al Senato, alla Regione Lombardia e al Comune di Milano.
Mozione parlamentare in difesa dell’hub del Nord, che per il sindaco ds di Torino Sergio Chiamparino e il presidente del Friuli Riccardo Illy non sarebbe poi così strategico per l’economia settentrionale. «Visione miope di chi non sa capire che lo scalo della brughiera è un valore aggiunto per il nord, che da solo sviluppa la metà del prodotto lordo nazionale » osserva Salvini. «Bisogna dunque mettere in rete anche gli aeroporti da Torino a Verona per creare un sistema aeroportuale padano che abbia in Malpensa la sua porta verso il mondo» sostiene Maroni. Come dire: «Giusta l’idea su cui sta lavorando Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, insieme a Letizia Moratti, sindaco di Milano». Idea per andare oltre quelle «scelte aziendali scellerate di una struttura che è romanocentrica e che non ha alcun interesse a fornire un servizio al nord che corre sulle proprie gambe» chiosa Salvini.
E mentre il presidente dei deputati leghisti ricorda come «negli ultimi tre anni» non sia mai «riuscito a prendere un volo Alitalia da Milano a Roma che non avesse almeno un’ora di ritardo», il capogruppo comunale del Carroccio non vede nel futuro «uomini d’affari milanesi che vadano a Roma per imbarcarsi per l’America: sceglieranno Londra o Francoforte o Parigi». Scenario immaginabile conclude Salvini «per colpa di un’azienda, Alitalia, che non solo cancella rotte come la Cina e l’India ma abbandona l’hub di Milano e conferma invece il centro di manutenzione a Napoli. Se ne ricordino gli elettori del nord quando torneranno alle urne».