Protesta no global contro la legalità

(...) la legalità sia stata calpestata, e non certamente dalle forze dell'ordine.
Negare questo o, peggio ancora, cercare di capovolgere la verità, facendo apparire innocenti i colpevoli e vittime i carnefici, non cambia lo stato delle cose. Rievocare i fatti di piazza Alimonda - e quindi, in realtà, le giornate tragiche del G8 che hanno visto un'intera città messa e ferro e fuoco col chiaro intento di delegittimare l'allora governo Berlusconi -, non equivale a ricordare un giovane ma, invece, significa giustificare il contesto in cui quella persona ha, per l'appunto, trovato la morte.
Se fanno sicuramente piacere le parole di Giuliano Giuliani circa un cambiamento di clima rispetto alle manifestazioni precedenti, non possiamo nondimeno mancare di rilevare come, ancora una volta, si tenti di far dimenticare i giorni della devastazione ad opera di quella che, sicuramente, era una minoranza all'interno dei manifestanti, ma una minoranza comunque all'interno della Sinistra. Se non si farà chiarezza su questo punto, non si potrà arrivare alla verità sui fatti di piazza Alimonda: per cominciare a intravedere la verità su quei giorni, bisogna che la Sinistra Estrema riconosca, al di là di generiche e nebulose formulazioni di condanna, che quei manifestanti operavano coscientemente in un ambito di illegalità violenta e di antidemocrazia conclamata. Da parte della Sinistra antagonista, però, ancora una volta si gioca sull'equivoco, usando i supposti fatti della Diaz per far dimenticare i giorni della violenza e della devastazione, confondendo in un unico calderone, come dimostra l'allestimento del Carlini, piazza Alimonda, resistenza, pacifismo e politiche ecologiche.
In questo, da sempre, le Sinistre sono maestre e sta al centrodestra, invece, non dimenticare e ristabilire in ogni contesto quella verità che si cerca di capovolgere: il problema, prima ancora che politico, è d'ordine morale.

Vice Presidente e Assessore
Municipio VIII Medio Levante