«Per protesta salivo sulle gru, un carabiniere mi ha portato qui»

Salvatore Iudica, 62 anni, è un uomo grande e grosso con la parlantina fluente. A vederlo non diresti mai che ha fatto il clochard. «Dove dormivo? Nella sala d’attesa dell’ospedale Niguarda, al secondo piano. Sono stato lì tanto tempo, mi sono fatto un sacco di amici, primari, infermieri, a Natale mi regalavano il panettone...». Iudica ha vissuto in un appartamento in affitto con la madre fino a 58 anni, poi quando la mamma è morta, ha consegnato le chiavi al proprietario. «Gli ho lasciato tutti i mobili, non ho voluto niente. A volte la vita è così: ti senti trascinare giù e provi a seguire quel baratro. Sono stato da don Mazzi, ma la comunità non fa per me, non sono fatto per essere comandato. Poi al dormitorio di viale Ortles, lì mi sono adoperato perchè abolissero il costo di un euro e mezzo a notte e altrettanti a pasto, insomma chi va lì di soldi non ne ha. Quando prendevo la pensione (250 euro) compravo i ticket per tutti...». E poi? «Mi son fatto sentire, ho protestato, l’estate scorsa ho bloccato i treni in piazza Carbonari, in dicembre sono salito sulle gru, piazza Istria e Fulvio Testi, volevo essere una spina nel fianco...». Ci è riuscito: «Ringrazio un comandante dei carabinieri e il comandante dei vigili (mostra i biglietti da visita), se sono qui lo devo a loro». Com’è cambiata la sua vita adesso? «Senza retorica, le dico che una casa come questa salva le vite. Io prima neanche ci pensavo a cercarmi un lavoro, quando sei sulla strada perfino il sole ha un altro colore, la natura è diversa. Ora faccio i colloqui, guido l’auto, ho la patente B. Ma vista la mia stazza mi offro anche come guardia del corpo».