LA PROTESTA STUDENTESCA

RomaAndrea Volpi, dell’esecutivo nazionale di Azione universitaria, cosa significano questi risultati per la Sapienza?
«È la conferma di quanto avevamo annunciato all’inizio dell’agitazioni studentesche, ossia che la maggior parte degli studenti non erano in linea con le occupazioni e gli obiettivi delle proteste. La cosiddetta onda anomala non rappresenta minimamente la comunità studentesca, che quando è chiamata ad esprimere democraticamente il proprio consenso si affida alla destra universitaria».
Quindi una conferma che il vento ha cominciato a soffiare verso il centrodestra anche alla Sapienza.
«Da quattro anni non si votava, e l’ultima volta la nostra lista non era andata molto bene. Ora invece i risultati parlano chiaro e vorrei sottolineare che già all’università Roma Tre e a Tor Vergata la destra universitaria è risultata essere prima forza».
Dopo la mobilitazione della sinistra contro la riforma Gelmini vi aspettavate questo successo?
«Nell’ultimo anno abbiamo lavorato molto per raggiungere buoni risultati, anche se temevamo che le proteste avrebbero potuto influenzare il voto. Ma gli studenti hanno fatto capire che gli interessa stare all’università per avere una formazione di qualità, anche a costo di riforme coraggiose».