Protestano i benzinai:10 giorni di scioperoRoma tra poco a secco

I gestori contro il governo: "Alla lobby dei petrolieri viene concesso di regolare i conti con un'intera categoria di lavoratori". Speculazione: al Sud lo sciopero dei tir fa lievitare i prezzi del 10%

La protesta dei benzinai va avanti: è confermato l'annunciato pacchetto di dieci giorni di sciopero degli impianti di distribuzione dei carburanti. Il calendario delle agitazioni sarà definito più avanti, per non aggravare ulteriormente l’attuale stato di forte tensione e disagio sociale, spiega il Coordinamento dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl. Perché è evidente che in una situazione come quella attuale, per il blocco dei tir, uno sciopero simultaneo dei distributori di benzina finirebbe col precipitare nel caos il Paese.

Per cosa protestano i benzinai

I gestori degli impianti di distribuzione protestano contro i provvedimenti varati dal governo e chiedono al parlamento di intervenire al più presto varando una riforma che liberi il settore dal "controllo assoluto dei monopolisti petroliferi" e consenta prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva. Non è, dunque, uno sciopero contro le liberalizzazioni ma uno sciopero per avere vere liberalizzazioni. "Tutte le buone intenzioni che il governo aveva esibito - spiegano i gestori - si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha osato mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione".

"Il decreto del governo - su cui continuano correzioni e aggiustamenti - non solo non liberalizza il settore dei carburanti e ne conferma i vincoli che ingessano forniture e prezzi, ma autorizza le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno". Non solo, protestano ancora i gestori: "Nascosta nelle pieghe del decreto c’è anche la cancellazione della norma che imponeva alle banche, dal primo gennaio di quest’anno, di eliminare costi e commissioni per gestori ed automobilisti, sui pagamenti dei rifornimenti di carburante con bancomat e carte di credito".

Lo sciopero dei tir fa lievitare i prezzi

A far crescere i prezzi dei carburanti c'è anche un'altra causa, gli scioperi e i blocchi nei trasporti di questi ultimi giorni. Speculazione bella e buona. Un distributore è stato sequestrato dalla Guardia di finanza di Avellino in seguito ad alcuni controlli scattati ieri: i prezzi praticati dal gestore erano lievitati del 10% in una sola giornata per le lunghe code di auto che si erano formate. E a quanto pare i centralini delle Fiamme gialle sono stati subissati dalle segnalazioni degli automobilisti, che avevano notato gli improvvisi aumenti.

In coda con le taniche

Nel capoluogo campano trovare un distributore aperto è come vincere un terno a lotto. Ovunque si vede il cartello "Tutto esaurito", con moltissime persone con le taniche in mano per fare scorta di carburante nelle poche stazioni di servizio ancora aperte dopo il blocco dei tir. In alcuni casi, il costo della benzina è lievitato anche di 20 centesimi rispetto ai giorni precedenti. Va un po' meglio, anche se i rincari si registrano ugualmente (ma meno consistenti), ai proprietari di auto a Gpl. Se nei giorni scorsi il prezzo si aggirava sui 70 centesimi, i distributori che ne hanno ancora, oggi hanno esposti i cartelli che indicano in 90 centesimi al litro il costo del metano. Il blocco dei camion comincia a farsi sentire anche sugli scaffali dei supermercati: dagli esercizi più grandi a quelli più piccoli, nel Napoletano cominciano a scarseggiare frutta, verdura e latticini.

Roma tra poco a secco

"A causa dello sciopero di tir e autotrasportatori, diversi distributori di carburante di Roma e del Lazio cominciano ad esaurire le scorte di benzina nei serbatoi. Il gas-gpl è già esaurito in diversi impianti". Lo rende noto presidente di Figisc-Confcommercio di Roma e provincia Maurizio Micheli. "Il rischio, se continua la mobilitazione - afferma -, è che gli impianti possano terminare il carburante già in giornata".