Protestano per la scuola dei figli. I ghisa: «Pagate la tassa»

Un regolamento impone un «balzello» di tre euro a chi manifesta o distribuisce volantini in piazza

Anche la protesta viene tassata, almeno a Garbagnate Milanese, dove vige un curioso regolamento di Polizia locale. Se si decide infatti di andare in piazza per distribuire volantini, per dire la propria su fatti specifici, oppure anche soltanto per comunicare particolari eventi, per ogni persona addetta alla distribuzione a mano, l’Amministrazione civica pretende un balzello di tre euro. Ai quali vanno aggiunte le spese per il versamento con bollettino postale.
A farne le spese sono stati, nei giorni scorsi, alcuni genitori di alunni che frequentano una scuola cittadina, scesi in piazza per protestare contro i disservizi dell’istituto. E che sono stati invitati dai vigili della città a «mettersi in regola». In sostanza si paga alla stessa maniera, sia che si partecipi alla gente una protesta civile, sia se si pubblicizzano con volantini diete miracolose, oppure offerte di negozi e supermercati. Ma non è tutto. Se il volantino viene consegnato nelle mani dei passanti vige la norma col connesso balzello; se invece lo stesso finisce infilato sotto il tergicristallo delle macchine, oppure direttamente nelle cassette della posta, non viene applicata alcuna tassa a chi si adopera in tal senso.
«Ci siamo informati e curiosamente, da quanto abbiamo appreso dal regolamento di Polizia locale, la tassa per la distribuzione a mano vale per tutti, meno che per i politici – hanno sostenuto i genitori -; insomma ancora una volta anche nel piccolo c’è sempre qualcuno che ha più diritti degli altri».
L’episodio che ha visto protagonisti gli amareggiati genitori non ha comunque prodotto effetti pratici, nel senso che i ghisa anziché multarli li hanno solo informati, a futura memoria, delle norme vigenti e delle relative possibili «scappatoie». «Vorremmo capire perché intasare la cassetta della posta di pubblicità non costi nulla, mentre i genitori che protestano per la loro scuola, accollandosi anche lo sforzo del volantinaggio debbano pagare». Evidentemente, il loro stazionamento in piazza viene equiparato all’occupazione del suolo pubblico. Anche senza alcun banchetto.