Le proteste degli "indignati" nelle altre città

Centinaia di persone sono già scese in piazza in Asia, Australia e Nuova Zelanda. Attese proteste in 952 città del mondo, dislocate su 82 paesi diversi

Centinaia di persone sono già scese in piazza in Asia, Australia e Nuova Zelanda. Secongo "United fot Global Change", le città a partecipare alle proteste di oggi saranno 952, su 82 paesi diversi. 

In Giappone 200 persone hanno sfilato nel centro di Tokyo esponendo striscioni con la scritta "Mai più nucleare" e "Tibet libero", sfilando anche davanti alla sede della Tepco, coinvolta nel disastro nucleare di Fukushima.

In Australia teatro delle proteste le città di Melbourne e Sidney. "Le nostre proteste vogliono testimoniare la nostra solidarietà a Occupy Wall Street e denunciare diversi problemi del Paese", ha detto Alex Gard, uno degli organizzatori. "Ho sentito alcune persone organizzarsi per rimanere accampati per giorni, forse mesi", ha aggiunto Gard.

Altre manifestazioni si sono tenute in Corea del Sud, nelle Filippine e a Hong Kong.

Manifestazioni secondarie si sono svolte anche in Italia. Un corteo di studenti delle scuole superiori ha sfilato questa mattina a Oristano contro le politiche liberiste dei governi, in concomitanza con iniziative in centinaia di città italiane. Un corteo simile a Sassari ha inscenato un flash mob, durante il quale i partecipanti hanno osservato un minuto di silenzio con la bocca coperta da un cerotto, difendendo simbolicamente la libertà di parola dal tentativo di "bavaglio" della legge anti-blog.

Un migliaio di manifestanti sta marciando invece a Francoforte, nel tentativo di raggiungere la sede della Bce. La manifestazione è stata organizzata dalla organizzazione Attac sul modello di quella messa in atto a Wall Street. A Berlino l'appuntamento sarà invece davanti alla cancelleria di Angela Merkel. Una seconda manifestazione raggiungerà la porta di Brandeburgo.