Le proteste dei lettori non si fermano

Sono numerose le lettere che stanno arrivando a "Il Giornale" per
protestare contro la tassa "patrimoniale" sulle seconde case, che
colpisce solo i turisti "non sardi". Ma c'è chi scrive: quella tassa è giusta

Continuano ad arrivare al Giornale.it le e-mail sulla "tassa Soru" per protestare contro la tassa patrimoniale sulle seconde case che colpisce solo i turisti "non sardi". La maggior parte dei lettori sottolinea la sostanziale iniquità di questa tassazione voluta dal governatore della Sardegna Renato Soru e dalla maggioranza di centrosinistra.

La mia casa a Olbia città ora è in vendita
Ho appena ricevuto la "comunicazione" con la richiesta di pagamento della famosa tassa. Ho acquistato nel 2004 un miniappartamento di 30 mq., non a Porto Rotondo, Porto Cervo ecc. Ma semplicemnente a Olbia. Ma si può essere così ottusi da emanare una legge tanto assurda che colpisce indiscriminatamente tutti quanti? Per quanto mi riguarda, è un annuncio ufficiale, la mia casa è in vendita. Il prezzo è esattamente quello di acquisto. Se non troverò acquirenti mi rivolgerò direttamente al Presidente Soru. Magari me la compra lui visto che non rientra tra i tartassati dalla sua legge. Sono amareggiato e fortemente deluso. Peccato perché la Sardegna l'abbiamo veramente nel cuore. Ci trasferiremo probabilmente a Minorca dove il turismo è molto gradito e quindi enormemente incoraggiato, com'è logico e usuale in tutto il mondo. Stranezze dei politicanti.
Piero Marchesini e-mail

Quest'anno non aprirò la mia casa
Non capisco e non mi adeguo, non pago e quest'anno sto in barca e non apro casa. Noi abbiamo casa alla Maddalena, è tutto entro 300 metri dalla battigia, è un'isola. Ma non ho capito nulla, cerchiamo soprattutto spiegazioni, e una domanda mi pongo prima delle altre: cosa succede ai sardi residenti che abitano a Sassari e che hanno 2-3 case alla Maddalena, dove non risiedono, e che affittano in nero?
Giordano Alberti e-mail

Ci vorrebbe uno sciopero fiscale
Posseggo una casa in Sardegna, pago Ici, consorzio obbligatorio più tassa Soru. Serve qualcos'altro? Vergogna. Non mi pare il modo di incentivare il turismo, propongo uno sciopero fiscale contro Soru.
Angelo Spiller e-mail

Violati i diritti costituzionali
Soru sta violando alcuni diritti costituzionali. Dimostra di amministrare la Sardegna come se fosse la "cucina" di casa sua. Eppure ora non è Berlusconi che governa, ma i suoi compagni disposti sempre ad ascoltarlo. Lo sperava ma pare che non sia così. Dimostra poca lungimiranza e molto senso egoistico.
Andrea Gabbriellini
e-mail

Ci sono barche che costano più di una casa e non pagano "Caro" governatore Soru, ho un appartamento di 55mq nella "sua" Regione, per l'acquisto del quale sto pagando un mutuo. Inoltre, tutte le utenze (Enel, acqua, Tarsu) e le imposte (Irpef e IciI) che pago sono più onerose in quanto gravanti su seconda casa. Non capisco una cosa, e dubito che Lei me la chiarisca: come mai la tassa sul lusso relativa alle imbarcazioni si paga solo oltre i 14metri? Ho visto su internet che ci sono imbarcazioni di 10/12metri che costano molto di più del mio appartamento!!!! Quelle non sono forse lussuose? Attendo sfiducioso.
Roberto e-mail

Sarò costretto a vendere la mia casa
Sono un un amante della Sardegna. Nel 2006 con i miei risparmi abbinati a un mutuo ho acquistato un monolocale vicino a Golfo Aranci. Ed ecco la doccia fredda: il 3/5/2007 ricevo dalla Regione Sardegna la cartella di pagamento degli arretrati inerenti all’anno 2006 di questa tassa rapina inventata senza nessuna vergogna da quella giunta regionale che non pensa altro di trovare il modo di mettere in crisi il turismo e l’economia di quella bellissima isola. Non potendo sopportare anche questo ulteriore grosso tributo, se non sarà revocato mi vedrò costretto a rivendere la casa. Inoltre proporrei a tutti i tartassati da questa infamia di rispedire al mittente le lettere ricevute con la stessa faccia tosta con cui ce le hanno mandate.
Angelo (Milano) e-mail

Meno turisti, meno introiti per l'isola
Sono veramente dispiaciuto per i sardi che non hanno votato Soru e Prodi. Perché oltre ai danni che sta arrecando il Professore, si beccano anche quelli del signor Tiscali, tanto per loro a fine mandato aver lavorato bene o male non fa alcuna differenza, i problemi saranno per chi dovrà risanare una situazione compromessa. Qui in Veneto la congiuntura economica è stata disastrosa, in molti hanno chiuso, ma paradossalmente molti altri stanno chiudendo ora (a Montebello chiudono due grossi impianti, uno la scorsa settimana a San Bonifacio) e chi non chiude subito non paga fornitori e dipendenti… Quindi signori politici ed amministratori scendete dalle vostre costosissime poltrone ed andate a vedere cosa succede. L'economia reale è un disastro, la gente non paga i conti, si impegna con nuovi debiti, ed aumentate le tasse persino sugli investimenti. Caro Soru, non pensa che una riduzione dell'indotto dal calo dei turisti provochi un calo sia degli occupati che degli introiti fiscali? Nessuno dei suoi carissimi (perché ben pagati) tecnici le ha prospettato questo effetto collaterale ? Mi spiega come un potenziale investitore possa pensare a portare liquidità, lavoro (e quindi entrate fiscali ) nella Sua bella Isola, se viene terrorizzato da imposte alquanto inique e forse xenofobe?
Andrea T. imprenditore del Nordest

Caro Soru, pago già Ici, Tarsu, mutuo e condominio...
Illustre Presidente, mi permetto rivolgermi a Lei per esprimere la mia opinione attorno all’imposta sulle seconde case in Sardegna introdotta con la legge regionale n.4 dell’ 11 maggio 2006. La sottoscritta è una lavoratrice dipendente il cui stipendio è pari ad Euro 1.300 mensili. Con sacrifici ed accendendo un mutuo pari al 90% del pezzo dell’immobile, ho acquistato un appartamento di mq. 45 (poco più di un monolocale) sito sull’Isola Piana Comune di Carloforte. Ho fatto attentamente tutti i conti e sono giunta alla conclusione che con il mio stipendio e quello di mio marito ce l’avremmo fatta a pagare mutuo, Ici, Tarsu e spese condominiali, risparmiando i costi dei 15-20 giorni di ferie annuali della famiglia. Mi vengono ora richiesti Euro 1.080 annui a titolo di imposta straordinaria da me non prevista, somma di cui non posso disporre se non a costo di sacrifici. Vengo inoltre a sapere che dal pagamento delle imposte sono esentati i nativi ed i residenti; conosco nati in Sardegna multimilionari che sono quindi esentati da tale pagamento! Versare alla regione Sardegna euro 90 (= 6% circa dello stipendio) ogni mese per me è davvero troppo, è un lusso che non mi posso permettere! Nella mia situazione si trovano decine di migliaia di altri proprietari. Qui in continente non si fanno discriminazioni verso i sardi che studiano, lavorano, vengono a curarsi o che decidono di comprarsi casa. Mi chiedo, e mi permetto chiederLe, se tale situazione corrisponde a criteri di equità sociale e corrisponda a quanto dettato dalla Costituzione in tema di capacità contributiva e giustizia sociale.
Laurita Bendinelli e-mail

I balzelli rovinano il turismo
Scrivo indignato per le "prepotenze" del governatore Soru. Non si rende conto che il turismo è la risorsa principale di cui campa la Sardegna, la nostra Sardegna e con i balzelli da lui imposti (neanche proposti) ci rovina tutto? Vergogna, si dimetta. Altrimenti si proponga l’abolizione delle regioni a statuto speciale.
Mario Salvatore Manca di Villahermosa e-mail

Perché invece non si liberalizzano le tratte aeree?
Scrivo da sardo. Non trovo giusto discriminare tassando la seconda casa, ovunque essa sia. Se si vogliono cercare i soldi per la Sardegna vanno fatte manovre diverse: tipo il vero federalismo fiscale, una vera continuità territoriale e non la beffa che ci porta a pagare tantissimo per collegarci a Roma o Milano e che ci esclude dalle offerte delle compagnie, tipo 9 euro per i non residenti. Tra l'altro non si liberalizzano le tratte dando spazio alle varie compagnie low cost che ci farebero viaggiare veramente a prezzi leggeri e non a 150 euro a/r per Milano quando ne pagherei la metà e anche meno per Colonia o Amburgo. Per altro faciliterebbero l'ingresso dei turisti tutto l'anno. Chissa perché certe idee non vengono prese in considerazione. Abbiamo peraltro l'aereoporto di Oristano pronto per l'uso e quindi rotte a fini turistici ma non decolla. Strano. Chissà perché la giunta Soru si sia intestardita su questa iniqua tassa poco fruttifera.
Renzo e-mail

Ma io dico: quella tassa è giusta
Sono d’accordo con Soru, la seconda casa in Sardegna non è una colpa ma un bene non essenziale che può essere tassato dall’amministrazione regionale.
Luigi d'Artibale e-mail

Non pagherò la tassa Soru
Senza vergogna! Anche a me come a tanti altri mi è giunta questa tassa a dir poco ingiustificata che non ho alcuna intenzione di pagare. Non so a che cosa andrò incontro. Certo che se ci rifiutassimo tutti, penso proprio che non succederebbe niente! Che ne dite?
Alessandra e-mail

Un'imposta radical chic
Non possiedo una casa in Sardegna. Veramente non la possiedo neppure a Milano perché non me la posso permettere, pertanto le tasse imposte dal signor Soru non mi toccano. Tuttavia, se con i miei pochi soldi da impiegata devo scegliere dove trascorrere le vacanze, da un paio di anni ho escluso quest'isola a priori. La Sardegna era già cara per i turisti anche senza le imposte radical-chic che il governatore si ostina ad applicare. Radical-chic, perché lui, di certo, non è un morto di fame... Non so cosa aspettino i sardi a buttarlo giù dalla poltrona che sta occupando. Sta facendo perdere un sacco di guadagni a chi, nell'isola, vive di turismo. E sono molti. Franca e-mail

Abolisca le "sotto-province" Per quale motivo il governatore della Sardegna ha messo questa tassa? Per i pochi euro che il governo centrale gli manda! Dopo aver letto il libro "La Casta", perché non abolisce le tre sottoprovince di Cagliari dove hanno dato ad un Comune circa 2500,00 euro per la coltivazione del melone senza acqua! I soldi che gli mancano se li faccia dare dai politici sardi e da quelli del continente.
Lettera firmata e-mail

Non ci sono scuse per giustificare chi tartassa i turisti
Qualcuno ha ancora l'ardire di lamentarsi solo per la tassa "Soru"? Ma sapete che con l'approvazione del nuovo Piano paesaggistico regionale tutta l'attività edilizia a fini turistici della nostra Isola (la I maiuscola non è usata a caso) è stata praticamente bloccata? Poi viene la tassa sulle barche, poi la tassa di soggiorno (l'unica che in verità potrebbe avere qualche ragion d'essere....). Questo "governatore" (e la g minuscola non è ancora una volta un caso) ci sta portando alla rovina in nome di un non meglio specificato interesse alla tutela della Sardegna. Ho letto le corrette considerazioni sul gettitto fiscale non restituito alla Sardegna e sulla partecipazione alle spese per infrastrutture realizzate esclusivamente nel resto d'Italia. Ma non mi sembrano un valida scusa per tartassare il popolo sardo (sul quale si ripercuote inevitabilmente la dissennata politica contro i "turisti"). Per tali questioni esistono altri modi di risolvere la mancanza di investimenti nella nostra Terra ed eventuali sperequazioni non costituiscono un alibi per comportarsi in modo arrogante nei confronti dei nostri "ospiti" graditi (e paganti!). A proposito, così come sono ancora in attesa delle dimissioni di Franca Rame (qualcuno si ricorda qualcosa al riguardo?), ho il cattivo vezzo di dover ricordare che il nostro "governatore" - titolo che non si sa perchéviene oggi attribuito al Presidente della Regione Sardegna evidentemente a memoria del suo atteggiamento "quasi monarchico"- aveva promesso agli incauti elettori sin dall'inizio di non essere interessato ad una sua ricandidatura al termine della legislatura. E cosa viene fuori qualche giorno addietro? ....che si ricandiderà per il bene della Sardegna!!!! Mi sia consentita anche una nota di biasimo per tutta la giunta sarda ed il consiglio regionale sardo (opposizione compresa). Pur di arrivare alla pensione (dopo due anni di legislatura mentre noi poveri impiegati pubblici e privati rischiamo di non vederla nemmeno dopo una vita di lavoro) gli hanno consentito di portarci praticamente al disastro.
Roberto Angioni e-mail

Soru ha danneggia anche noi negozianti Complimenti per l'iniziativa! Io sono residente, quindi il conto non mi è arrivato, ma posso garantirvi che il lavoro (ho un negozio) è calato l'anno scorso del 40% e le previsioni sono pessime. La gente non viene, ha paura di incorrere in qualche nuova tassa. Solo turisti tedeschi con tutto organizzato e pagato...non comprano neppure le cartoline. Vi rendo noto, inoltre, che nella legge approvata da Soru, c'è anche il divieto di aprire i negozi la domenica e tutti i giorni festivi...quindi Pasqua, pasquetta, il 25 aprile, il 1° maggio, ecc.ecc. siamo rimasti chiusi in molti. La multa è di 2000 euro ed io, con la mia attività non posso permettermi di pagarla. Grazie
Gio e-mail

"Perché votarli?"
Non capisco perchè i cittadini prima li votano, poi si lamentano se se li ritrovano a governare regioni e stato. Pensate a quelli che nemmeno li hanno votati e adesso devono sopportare tutti i loro provvedimenti molto democratici.
A.G e-mail

La colpa è delle Regioni a Statuto speciale
Carissimi Italiani non Sardi, l'imperatore della Sardegna Soru ci prova, se gli riesce e tutto va liscio, è e sarà un buon Governatore per i Sardi. Naturalmente la sinistra non si smentisce e attua il detto che dice:" il mio è mio, il tuo è mezzo ciascuno". Perché, come più volte già scritto e detto dal Presidente della provincia di Cuneo, Onorevole Costa, non si propone l'abolizione delle Regioni a Statuto speciale, magari con un referendum, così imparano a campare con le sole loro tasse?
Lettera firmata e-mail

Questi signori vogliono la separazione, non lo avete capito? Che idea!! Oltre a dare il permesso di soggiorno a tutti i sardi residenti sul continente, per "reciprocità" facciamo pagare ai residenti sardi tutte le spese sanitarie che vengono svolte sul continente. Poi mi domando... ma le "continuità territoriali" le pagano solo i Sardi? Firmato: un cittadino italiano residente sul suolo italiano. P.S. Quando Soru parlò la prima volta di tassare tutte le costruzioni a meno di poche centinaia di metri dal mare, non disse anche che pure lui avrebbe pagato per la sua "casetta"
G.F. e-mail

Non tutti sono Vip
Caro Governatore Soru, ho acquistato nel 2004 una villetta a schiera di 80 mq a circa mille metri dal mare nel Sulcis, profondo sud della Sardegna. I luoghi incantevoli, la cortesia della gente, i prezzi abbordabili mi hanno convinto a investire i miei risparmi e a realizzare il sogno della vita. Il mio entusiasmo ha contagiato anche alcuni amici, che hanno comprato nello stesso complesso. Non tutta la Sardegna (come il resto del mondo) ha lo stesso prezzo al mq. Chiaramente le case a Porto Cervo e Costa Smeralda hanno prezzi diversi di Sant’Antioco o Carbonia. Così come ville, villette o bifamiliari sono di altro interesse rispetto a piccoli appartamenti o villette a schiera. Mi sembra che la sua tassa patrimoniale non abbia rispettato le regole più elementari del buon senso. Si paga a metro quadro, non importa cosa hai e dove. Certo non avremmo mai comprato se all’epoca vi fosse già stata questa tassa. Per la mia casa, tra tassa di 1.500 euro e Ici, arrivo a pagare intorno ai 2.000 euro all’anno. Nella sua intervista a "Ballarò" lei disse che i ricchi che vengono in Sardegna possono tranquillamente pagare, aggiungendo che è fuori luogo che Briatore e compagnia si lamentino. Io credo, però, che i Briatore siano in minoranza. La maggior parte sono le famiglie che, come noi, con sacrificio hanno acquistato un piccolo immobile in zone meno care, per godere di una meravigliosa regione senza andare a cercare all’estero soluzioni alternative. Ora ci sentiamo discriminati: i sardi o i nati in Sardegna e residenti fuori non pagano, gli altri sì. Sono felice per gli amici sardi, ma anche noi siamo italiani, facciamo parte dello stesso Stato, e questa tassa non mi sembra giusta.
Mauro e-mail

Ci vorrebbe un ricorso
Sono una delle vittime di Soru, il presidente della regione Sardegna. Lei, direttore, è uno dei pochi che mi è parso veramente indignato per questa rapina ai danni di noi poveri illusi che, con sudati risparmi, avevamo investito in una casetta in Sardegna dove passare le vacanze e parte dell'anno quando saremmo andati in pensione. Oggi mi vedo costretto a pagare per 65 metri quadrati qualche cosa come 1.500 euro di tassa iniqua e vessatoria. Vorrei sapere se contro tale tassa potrebbe essere fatto un ricorso e per tale motivo vorrei sapere se esiste già una associazione o organizzazione a cui possa aderire nel tentativo di sfuggire a questa rapina.
Adolfo Mauri e-mail

Occupazione abusiva di suolo sardo
Caro direttore, la "tassa Soru" sulle seconde case dei proprietri non sardi è l'ultimo obolo inventato da un governatore e da una giunta regionale di sinistra. Siamo alle solite: la caccia ai soldi di ricchi veri e di "presunti" tali continua. Ma, a parte questa considerazione, c'è n'è un'altra da fare: per Soru e per i partiti che lo appoggiano, in fatto di tasse e seconde case i sardi non sono italiani e gli italiani non sono sardi. Per un "italiano", cioè un cittadino non residente in Sardegna, aver comprato una casa nell'isola ormai è quasi una colpa: occupazione "abusiva" di suolo sardo... Ma se un sardo (cioè un residente nell'isola) possiede beato lui una, due, tre seconde case... non paga. Questa nostra Repubblica una e indivisibile continua a riservarci (sgradevoli) sorprese. Se avessi comprato la casa per le vacanze (e la pensione) in Corsica, alle Baleari o alle Canarie avrei avuto anche lì il "trattamento Soru"? Non credo. La Sardegna ha bisogno di soldi? Bene. Cominci a far cassa sul consistente "tesoretto" degli affitti turistici in nero: un business da capogiro con i proprietari case sardi (ma non solo, ovviamente) in testa. Oppure è troppo pericoloso dal punto di vista elettorale?
Lettera firmata e-mail

Vogliono i soldi ma non i turisti
Non c'e' problema, la tassa la pagherò anche perché ho la casa in uno dei posti più belli della Sardegna: Tavolara e dintorni. Vado in Sardegna ormai da 15 anni, ci trascorro tutte le mie vacanze e appena posso mi rifugio in quest'isola benedetta dalla bellezza e dai profumi. Io la adoro ma sapete cosa mi dispiace? Ultimamente si sente un forte astio verso noi continentali, i sardi si lamentano del turismo, non lo vogliono, piagnucolano in continuazione dicendo addirittura che quando vanno a fare la spesa nei supermercati ci sono i prezzi dei continentali... ma non ricordano più come erano prima dell'arrivo dei turisti? Grazie Soru per quest'ultimo benvenuto! Sarà sempre più boicottata, peggio per loro, meglio per noi... staremo più larghi.
Lettera firmata e-mail

Le case non appartengono solo a gente facoltosa
Questa deriva impositiva della giunta sarda non ha nulla a che vedere con l'autonomia impositiva prevista dallo Statuto sardo, esclusivamente relegata alla materia turistica (tassa di soggiorno e cose simili, per capirsi). Il Governo "amico" in carica non può fare a meno di richiedere il parere della Corte Costituzionale (atteso per il settembre 2007), sotto la spinta dei rilievi dell'Avvocatura di Stato ("le nuove tasse regionali sarde non hanno nessuna giustificazione nel sistema giuridico italiano"). Nel contempo, anche la Corte europea viene coinvolta da alcuni ricorsi contro la tassa sul lusso, per supposta infrazione delle norme comunitarie. Di lì a poco (sempre nel 2006), la vertenza sulle entrate (Irpef, Iva, etc) si risolve con piena soddisfazione della giunta sarda, che dichiara di aver ottenuto dallo Stato quanto richiesto. Tutti i cittadini onesti e soprattutto quelli vessati, plaudono a questo risultato, interpretato come preludio alla abolizione della iniqua tassazione. Ma con pochi tocchi di "belletto", che tentano di modificare i profili di incostituzionalità, la gabella è stata di recente riproposta e aggiornata, senza sostanziali variazioni. Si continua a discutere di metri quadri, distanza dal mare, locazione degli immobili, reddito individuale etc, quando il nocciolo è a monte, vale a dire la proposta di una tassa discriminatoria e anticostituzionale. Ora la gabella vuol profilarsi come una specie di imposta ambientale che ha come soggetti passivi i non residenti senza domicilio fiscale in Sardegna, al fine di tutelare e salvaguardare i beni da loro stessi utilizzati. Come è possibile tollerare queste, chiamiamole benevolmente, lacune di memoria? L'Irpef delle case dei non residenti non va alla Sardegna nella percentuale pattuita? I non residenti sono forse esonerati dal pagamento di Ici, smaltimento rifiuti, fornitura di acqua ed energia elettrica? Davvero nulla entra nelle casse della Sardegna? Davvero non vi sono contributi per le casse regionali? Altro aspetto da focalizzare e sfatare è quello della ricchezza, secondo l'iniziale aforisma soriano "chi ha di più paga di più": le case tassate non appartengono inesorabilmente a persone danarose, spesso rappresentano l'investimento dei ricavi di lavoro di persone non ricche ma amanti della Sardegna, non di rado sono una eredità lasciata ai figli emigrati e comunque gli eventuali ricchi albergano anche fra i residenti (Soru compreso). In questo contesto, non si può distinguere fra non residenti e residenti e tutti devono pagare, se si richiedono maggiori esborsi, comunque solo se legittimi e non discriminatori, se non altro per ridurre la quota di ciascuno: ma questa eventualità, il coinvolgimento dei residenti, comporterebbe, secondo notabili politici sardi, l'immediata abolizione della supertassa.
Mario Mordini e-mail

Negozi turistici obbligati a restare chiusi
Vorrei segnalare l'ultimo colpo di genio del governatore della Sardegna Soru, che oltre alle varie tasse di lusso adesso fa chiudere i negozi nelle festività (parlo ovviamente dei negozi turistici), basti pensare che i negozi delle zone turistiche che hanno aspettato tutto l'inverno per lavorare, dal ponte del 25 aprile hanno l'obbligo di chiusura il 25 e primo maggio.
Gavino Cirotto e-mail

Troppo discriminati i non residenti
Alla fine purtroppo la minaccia di Soru si è avverata. Stanno arrivando infatti gli avvisi di pagamento della famigerata tassa sulla seconda casa per i non residenti. Tale tassa, come tutti sanno, è un iniquo balzello che discrimina vergognosamente i cittadini italiani che non possono in alcun modo difendersi. Dispiace anche verificare come su questa vicenda sia calato il più totale silenzio. Fino a quando dovremo sopportare queste prevaricazioni?
Susanna Bettio e-mail

Il mercato immobiliare subirà un danno
Le volevo comunicare che stanno arrivando le cartelle relative alla tassa Soru sulle case in Sardegna per l'anno 2006. Nonostante il Consiglio di Stato avesse bloccato la delibera regionale sarda Soru prosegue con l'imposizione di questa tassa. Che notizie avete voi in merito? A fronte di ciò sembra che il mercato immobiliare subirà un forte rallentamenti. Mah. Seguirò eventuali sviluppi sull'argomento su "Il Giornale".
Luca Serafini e-mail

Una legge che suscita perplessità
Volevo chiedere se si sa qualche cosa sulla famosa tassa sulle seconde case di Soru (ho visto tempo fa la sua discussione a Ballarò). A parte che posso essere d'accordo che non si costruisca nulla sulle spiagge, non puzza un po’ questa legge?
Michelangelo Galatolo e-mail

In nome dell’autonomia si lede l’italianità
La regione Sardegna in questi giorni ha iniziato a inviare ai non sardi i moduli per il pagamento della tassa sulle seconde case. Ritengo che questa tassa sia discriminatoria e che mini alcuni diritti costituzionali, perché distingue in italiani e sardi. Chi è sardo non paga e chi non lo è paga. Mi ritrovo a dover pagare 1.080 euro per una casa di mia proprietà di 47 mq, dove giustamente pago già un’Ici maggiorata come tutti gli italiani proprietari di una seconda casa. Nella mia situazione si trovano decine di migliaia di altri proprietari. Qui in continente non si fanno discriminazioni verso i sardi che studiano, lavorano, vengono a curarsi o che decidono di comprarsi casa. L'iniziativa di Soru ritengo che crei un pericoloso precedente, perché in nome dell'autonomia regionale si viene a ledere l'italianità.
Alessandro Di Cola e-mail

No, è giusto pagare
Leggo tante mail di protesta contro le tasse introdotte dalla giunta Soru e le comprendo pienamente, d'altra parte non ho mai visto nessuno pagare volentieri, soprattutto quando una tassa arriva a sorpresa. Tuttavia, a differenza della maggior parte dei lettori che hanno contribuito con un commento sfavorevole sull'argomento, personalmente ritengo questa tassazione pienamente legittima. Partiamo dal fatto che scrivo dalla Sardegna e sono Sardo: e sarò estremamente parziale, esattamente come chi deve pagare questa nuova tassa e sta comprensibilmente dall'altra parte. Ho letto una serie di commenti che invocano l'appartenenza a un unico stato e l'uguaglianza di diritti e servizi che suonano particolarmente ovvie, almeno per chi la realtà della Sardegna la conosce per qualche mese all'anno. Tuttavia ogni medaglia che si rispetti ha due facce. Ad esempio: se i turisti che dall'Italia vengono ad acquistare casa in Sardegna pagano una tassa di proprietà, i Sardi pagano tutti gli anni le tasse per ferrovie, autostrade e servizi realizzati in tutta Italia, Sardegna esclusa. Probabilmente ci si dimentica dei costi che i Sardi hanno per spostarsi dalla propria Regione alle altre, inferiori a quelli per recarsi all'estero (che paradossalmente è più facilmente ed economicamente raggiungibile dell'Italia continentale). Probabilmente ci si dimentica delle centinaia di milioni di euro di gettito fiscale prodotto in Sardegna (e destinato alla Sardegna) che è stato incamerato dallo Stato e non è stato ancora restituito alla Regione Sarda, causando pesanti problemi di bilancio. La tassa che viene chiesta ai non residenti serve a finanziare servizi essenziali, non superflui. Immagino che i turisti sarebbero disturbati se venissero chiusi servizi come ad esempio la guardia medica. Bisogna avere pazienza, e magari prendere in considerazione che quei 1500 euro per una casa di 60 mq possono essere facilmente recuperati affittandola per una settimana in stagione medio-alta.
Riccardo B. (Cagliari) e-mail

Consiglio di fare appello alla Commissione europea
Consiglierei ai contribuenti colpiti dalla tassa in questione di fare appello alla Commissione europea. In effetti si sta perpetrando una discriminazione simile a quella che molti altri stati UE hanno cercato di mettere in atto, Non solo a scapito dei proprietari di immobili non residenti o stranieri.
Suela Accardi (Bruxelles) e-mail