Proteste dei portabagagli, decine di voli in ritardo

Claudio De Carli

Non sono giorni facilissimi per Linate e Malpensa, non nevica, i radar funzionano, Alitalia non cancella voli, ma gli addetti alle operazioni di terra sono su di giri. La decisione della British Airways di lasciare Sea handling per avvalersi di Ata handling per i servizi a terra, sposta 50 dipendenti da un handler all’altro. Particolare che rende molto nervosi i dipendenti, nonostante Sea si sia prodigata nello spiegare che nulla cambia: stessa retribuzione, identiche mansioni e luogo di lavoro. Peraltro a fronte di un accordo raggiunto e voluto dagli stessi sindacati che volevano evitare esuberi di personale in caso di indebolimento di quote di mercato di una società con conseguente licenziamento. Lunedì un’agitazione improvvisa dei dipendenti di Sea handling ha creato ritardi, pesanti per le sigle sindacali, assolutamente contenuti per il gestore dei due scali che ha divulgato le cifre del disagio: «A Malpensa 19 voli in ritardo di circa 15 minuti e solo uno con oltre un’ora». Cifre assolutamente differenti dai 60 voli a Linate e 100 a Malpensa con un’ora di ritardo divulgate dai sindacati. Ieri mattina nuova agitazione ma solo a Malpensa, nessun volo cancellato e una decina di voli con ritardi nell’ordine dei trenta minuti.
In compenso a Linate i soci della Cores, la cooperativa portabagagli, hanno bloccato i carrelli creando nuove difficoltà ai passeggeri. «La protesta - spiega Dario Balotta, segretario generale Fit Cisl -, è contro la decisione Sea di rescindere, con effetto 31 marzo, il contratto che affida alla cooperativa la movimentazione dei carrelli. È assurdo che per svolgere questa funzione vengano scelte altre soluzioni che comportano maggiori costi a carico di Sea e una minore qualità del servizio a favore dei passeggeri».
Sulle cause che hanno spinto la società che gestisce gli scali milanesi a questa scelta Balotta precisa: «Il top management Sea non ha ancora motivato questa scelta alla cooperativa e alla Fit Cisl, nonostante siano stati richiesti diversi incontri. Sea continua a perdere quote di mercato nell’handling: dopo Klm, Air France, Aeroflot, Meridiana, è ora la volta di British airways». Balotta fa risalire a problemi di liquidità le strategie della Sea: «Con questa scriteriata scelta, il gestore crea un nuovo esubero di personale e trenta lavoratori sono a rischio licenziamento.
Perentoria la risposta Sea: «Vorremmo precisare che non c’è relazione fra il passaggio della British airways a Ata handling e l’agitazione dei lavoratori della Cores. Sea ritiene di avere le risorse per gestire internamente questo servizio con il personale che ha già a libro paga, quindi ha deciso di tagliare il suo rapporto con questa cooperativa». Per oggi annunciate nuove agitazioni con un’assemblea dei lavoratori Sea handling alle sei del mattino.