PROTESTE A SESTRI LEVANTE

Gianni Plinio, capogruppo regionale di An, non ci sta. Il fatto che il brigatista Renato Curcio presenti un suo libro a Sestri Levante, gli sembra proprio non solo una pessima idea, ma una vera e propria offesa «ai familiari delle vittime del terrorismo». Dopo l’assassinio nel 1976 del procuratore Francesco Coco, e altri fatti di sangue come l’uccisione nel 1979 di Guido Rossa, operaio comunista della Italsider di Cornigliano, sindacalista membro del consiglio di fabbrica, la Liguria non ha mai dimenticato le sue vittime, e già due anni fa, quando Curcio si presentò a Sestri Levante per parlare di un altro suo libro, il circolo di An della cittadina organizzò una raccolta firme per protestare contro l’indesiderata presenza: nonostante i circa 400 nominativi raccolti, il libro fu presentato lo stesso, senza alcun incidente.
Quest’anno la raccolta firme e la distribuzione di volantini si ripetono, con il coinvolgimento dei commercianti, viste le telefonate di cittadini sestresi e di turisti «per esprimere tutta la propria indignazione», come ha sottolineato Giancarlo Stagnaro, presidente del Circolo, a dimostrazione del fatto che non tutti sono d’accordo sulla presenza del fondatore delle Brigate rosse convertito al volontariato ritorni nello stesso Punto Coop, e con loro Plinio. Che invita il sindaco di Sestri Levante, Andrea Lavarello, a prendere «le distanze dall’iniziativa e censurarla, almeno per ragioni di opportunità», soprattutto visto il tributo di sangue che la provincia di Genova ha pagato al terrorismo. Ma quello che appare «vergognoso e inquietante» al capogruppo regionale di An, non è tanto la presenza del brigatista da privato cittadino, ma il fatto che «gli venga offerta una così ripetuta accoglienza nell’ambito di un’iniziativa aperta al pubblico».