Proteste in Siria contro il regime di Assad: i militari uccidono 44 manifestanti

Sale il bilancio delle vittime degli scontri contro il governo Assad. Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso ieri 44 manifestanti. Intanto in arrivo sanzione Ue per il presidente siriano. Obama: "La Siria rappresenta un motivo di "profonda inquietudine" per gli Stati Uniti e per Israele 

Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso ieri 44 manifestanti anti-governativi in diverse città del Paese. Lo riferisce un militante per i diritti umani. Il precedente bilancio era di 21 vittime. Dopo la tradizionale preghiera del venerdì manifestazioni in tutto il Paese migliaia di persone si erano riversate nei due quartieri centrali di Damasco, Rukn Addin e Midan, per manifestare. Le proteste contro il presidente siriano Bashar al-Assad sono divampate in particolare a Daraa, Homs, Banias e Albukamal. All'inizio il bilancio delle vittime degli scontri era fermo a 21. 

La situazione in Siria rappresenta un motivo di "profonda inquietudine" per gli Stati Uniti e per Israele. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama al termine dell’incontro bilaterale con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, appena concluso nello Studio Ovale della Casa Bianca. 

Intanto per la Siria sono in arrivo sanzioni da parte dell'Ue. La comunità internazionale non sta a guardare. Le sanzioni coinvolgeranno direttamente il presidente siriano Assad. La proposta approderà lunedì sul tavolo del vertice dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, chiamati a elaborare ulteriori misure restrittive nei confronti di una decina di esponenti del regime, tra cui lo stesso leader. "Lunedì i ministri degli Esteri ne discuteranno ma a livello politico c’è consenso", ha riferito il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, nel corso del consueto briefing con la stampa. Le sanzioni in discussione, ha aggiunto, riguardano "il blocco dei visti, l’embargo sulla vendita di armi e il congelamento dei beni".