«La Protezione civile? È a livello mondiale»

RomaOnorevole Ermete Realacci, giovedì notte ad Annozero la Protezione civile è stata messa sul banco degli imputati. Condivide il j’accuse di Santoro?
«Non ho visto la trasmissione ma soprattutto in questa occasione non ho motivo di tornare indietro su quanto ripeto da anni».
Ossia?
«Che quello della nostra Protezione civile è uno dei migliori sistemi al mondo: frutto di una collaborazione efficace, testata nel corso degli anni».
Eppure sono piovute critiche proprio sulla testa di Bertolaso.
«Mi dispiace, forse è frutto dell’ansia, in queste ore, di trovare un responsabile, un colpevole».
Una delle accuse: il terremoto si poteva prevedere.
«È in atto un dibattito più che altro scientifico, ma non mi pare di scorgere particolari omissioni da parte della Protezione civile che, ribadisco, è una delle migliori del mondo».
Addirittura?
«In Italia lo scandalo di New Orleans, colpita nel 2005 dall’uragano Katrina, e flagellata da furti, omicidi, stupri, non sarebbe possibile. E poi abbiamo una rete di volontariato da fare invidia a chiunque. Si ricorda lo tsunami?».
Mi aiuti.
«Tra i primi ad arrivare in una delle zone più colpite ci fu un’équipe di medici dell’ospedale di Pisa».
È andato in Abruzzo?
«Non ancora, non voglio intralciare in alcun modo il lavoro encomiabile di quanti, in queste ore, stanno gestendo l’emergenza. Bisogna andar lì soltanto se si riesce ad essere utili».
Ho letto che metterete a disposizione le cucine delle vostre feste di partito: è vero?
«Vero: le abbiamo già inviate insieme a mille volontari, a disposizione di Bertolaso. E sono pronti a partire anche un centinaio di volontari di Legambiente, disposti a valutare le ferite di quell’immenso patrimonio storico e culturale lesionato dal sisma».
Bertolaso innocente, quindi. Chi assolve un po’ meno?
«La cultura del non rispetto delle regole e le troppe sanatorie edilizie».
Colpa di Berlusconi?
«La colpa è trasversale perché i condoni edilizi li hanno fatti tutti: governi di centrodestra e di centrosinistra. Certo, il centrodestra ne ha fatti di più».
La butta sulla polemica politica?
«No, anzi: quando il ministro dello Sviluppo economico ha dichiarato che bisogna rivedere alcune norme del decreto sull’edilizia io ho subito applaudito».
Si lavora con spirito bipartisan?
«Certo. È giusto battersi contro la complicazione burocratica, smantellare le regole inutili che complicano la vita ai cittadini e alle imprese ma il rispetto della legge è alla base della sicurezza dei cittadini».
E su questo siete tutti d’accordo, no?
«Le dirò di più: siccome è impensabile che lo Stato metta in sicurezza milioni di immobili sul suolo nazionale, il pubblico s’impegni a consolidare scuole e ospedali; al resto ci pensino i privati. Basta incentivarli».
Esempio?
«Accordiamo benefici fiscali a chi ristruttura la propria casa se rispetta, oltre che le più avanzate misure ecologiche, anche i più recenti requisiti antisismici».
Capitolo norme antisismiche: perché tutte queste proroghe?
«Per un ignobile e colpevole senso di trascuratezza che subentra quando il dolore è passato. Oggi il non rispetto delle regole sembra criminale ma poi ce ne si dimentica».
Altri colpevoli?
«Un po’ di responsabilità va accollata a tutti i livelli. Anche le amministrazioni che dovrebbero controllare come si costruisce hanno delle colpe».
Poi?
«Capitolo appalti: la storia dell’ospedale dell’Aquila, edificio inagibile che è costato nove volte in più di quanto previsto, è davvero inaccettabile e assurda. Imprese che cambiano in corso d’opera, costi che lievitano a vista d’occhio, aste pubbliche al ribasso. Cose che non vogliamo vedere mai più».