Protezione del tesoro e consulenza sul mattone

L'esigenza di mettere sotto la lente il proprio bene immobiliare. Come valorizzare questi asset

Le crescenti difficoltà legate all'illiquidità, gli oneri fiscali, e le spese complessive che pendono sull'immobiliare preoccupano sempre di più anche la clientela private, tradizionalmente molto esposta verso il settore. Banca Generali ha da tempo messo in campo tutta una serie di azioni mirate ad accompagnare in modo professionale i clienti nelle sfide legate alla protezione del risparmio nei suoi diversi risvolti: diversificazione finanziaria, ottimizzazione fiscale, corporate finance e pianificazione successoria, analisi previdenziale e, appunto, ottimizzazione del portafoglio immobiliare. Gli osservatori specialistici ci ricordano come i prezzi continuino a scendere, e restino lontani del 30-40% dai picchi del 2008. Le transazioni recuperano del 10% circa ma alla fine dello scorso anno eravamo quasi alle metà di 7 anni prima.

Si aggiungono, poi, una serie di indicatori che evidenziano il cattivo stato di salute delle case italiane e la scarsa propensione alle spese di manutenzione dei proprietari che aggiungono criticità in prospettiva futura. L'istituto di statistica ci segnala come oltre il 74% delle abitazioni siano state costruite prima del 1980, e oltre un quarto addirittura prima della Seconda guerra mondiale. Da tempo il mondo del private banking guarda alle potenzialità di servizi dedicati al real-estate, ma nessuno è andato oltre le semplici sinergie dal connubio dei crediti con le agenzie di vendita, senza mai estraniarsi veramente dalle ombre di conflitto di interesse che risuonano in tutte quelle attività interne a una stessa società, mettendo al centro i pro e contro di tali asset e il loro posizionamento nell'equilibrio familiare.

L'innovazione di Banca Generali sta proprio nella dinamica del servizio e negli strumenti che è riuscita a mettere insieme. Una rosa di partner riuniti in esclusiva per seguire l'approccio al mattone con la medesima cura che viene dedicata agli investimenti finanziari. «Partiamo dall'utilizzo di strumenti esclusivi per la mappatura delle proprietà per comprendere al meglio il valore effettivo di mercato, i flussi e le spese che comportano, e da lì arriviamo a un'analisi esaustiva della proprietà che si traduce in una sorta di Carta d'Identità dell'immobile», spiega Sonia Dehò, responsabile dei servizi di wealth management non finanziari per Banca Generali e consigliere delegato della fiduciaria Generfid. Che aggiunge: «Guardiamo poi all'esposizione del cliente nel confronto con il patrimonio complessivo per valutare i rischi di liquidità e di inefficienza, e da lì procedere con azioni condivise per ottimizzare al meglio il risultato».

Regista di tutto è il private banker che può così garantire la centralità degli obiettivi familiari pianificati e l'armonia del patrimonio complessivo. I test sulla rete hanno fornito risultati straordinari. Circa 80 banker hanno finora attivato il servizio tra real estate e corporate finance arrivando a ragionare su asset per conto della clientela per quasi un miliardo di euro. Cifre importanti che danno l'idea dei valori in campo e delle potenzialità del wealth management di Banca Generali una volta a regime tra tutti i 1.700 consulenti.

EMo