Protocollo d’intesa antipirateria I vigili: «Ci diano lo sfollagente»

Per la polizia municipale l’accordo è «superfluo»: «Nel 2005 abbiamo effettuato 15mila operazioni»

Un protocollo d’intesa antipirateria è stato siglato ieri in Campidoglio tra la polizia municipale, la Siae e le associazioni dei consumatori per combattere il dilagante fenomeno della contraffazione.
L’accordo lascia perplesso il sindacato di polizia Ospol che ci tiene a sottolineare come per i vigili urbani non sia certo nuovo l’impegno contro il commercio abusivo. «Tale accordo appare superfluo e pleonastico - sostiene l’Ospol - giacché il corpo della polizia municipale annovera tra i suoi compiti primari proprio il controllo dell’abusivismo commerciale e la conseguente tutela dei diritti d’autore».
I dati parlano chiaro. «Dall’inizio del 2005 ad oggi - ricorda il sindacato - sono stati effettuati dalla municipale oltre quindicimila operazioni di polizia amministrativa e giudiziaria sfociate nel sequestro delle merci contraffatte poste in vendita sia nei negozi, soprattutto in quelli del quartiere Esquilino, sia in tutte le strade di Roma ove fiorisce e prolifera l’ambulantato. L’impegno profuso dai vigili nel combattere l’illegale vendita di merci contraffatte e nella tutela dei diritti d’autore, ha interessato soprattutto il centro storico con oltre 8.500 interventi di polizia giudiziaria e commerciale (di cui 2.100 con sanzioni penali) che hanno prodotto altrettanti sequestri e denunce all’autorità giudiziaria principalmente nei confronti di cittadini stranieri extracomunitari per un valore di merci sequestrate stimato in circa 3 milioni di euro. Le strade più interessate dal fenomeno sono state principalmente quelle del cosiddetto Tridente, tra piazza di Spagna, piazza Trevi e Piazza del Pantheon, seguite da via Ottaviano e via Cola di Rienzo».
«L’Ospol invita il Comune, la Siae e le associazioni dei consumatori a progettare e concretizzare un piano d’intervento economico-finanziario intenso per dotare di mezzi appropriati e di idonei strumenti di autodifesa gli agenti municipali costretti, per la necessità e la tipologia dell’intervento da porre in essere, ad operare spessissimo in abiti civili, disarmati e privi di ogni strumento di autodifesa nel servizio di polizia giudiziaria-commerciale anti-ambulantato, anti-contraffazione delle merci e per la tutela dei diritti d’autore, tutte attività che, per il loro indubbio ritorno economico molto spesso vengono controllate perfino dal racket. L’Ospol, non a caso, ricorda i numerosi episodi dove gli agenti municipali sono stati aggrediti, malmenati e mandati all’ospedale dai venditori di prodotti contraffatti aiutati dai loro rispettivi protettori. Il sindacato ritiene ormai indispensabile, per una più incisiva azione nei confronti del commercio illegale di prodotti contraffatti, fornire ad ogni operatore impiegato nel servizio anti-ambulantato ed anti-contraffazione, lo sfollagente come dotazione di reparto».