Un protocollo d’intesa tra la Federnuoto e lo sport paralimpico

Un protocollo d’intesa per la crescita dello sport italiano è stato firmato ieri mattina presso la sede nazionale del Comitato italiano paralimpico, a Roma, dal presidente della Federazione italiana nuoto Paolo Barelli e dal presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli. L’accordo, che ha avuto come preludio la partecipazione degli atleti paralimpici alle gare della Coppa Olimpica e del trofeo Settecolli, mirerà alla collaborazione su percorsi comuni in molteplici ambiti di applicazione quali la formazione dei tecnici, lo sviluppo dell’attività agonistica, l’assistenza sull’impiantistica e le attrezzature tecnico-logistiche, i rapporti con le istituzioni quali lo Iusm, le Facoltà di Scienze motorie e il mondo scolastico in generale. «Le discipline della Fin - dice Barelli - devono essere praticate da tutti i cittadini. Il nuoto è un fenomeno di altissima rilevanza come dimostrano gli oltre 5 milioni di praticanti e ha il dovere di trasmettere con la cultura dell’acqua valori etici e sociali che a volte i più fortunati tendono a dimenticare». «Il nuoto paralimpico e l’attività natatoria praticata dalle persone con disabilità - sottolinea Pancalli -, non possono fare a meno della grande tradizione del mondo del nuoto italiano con il quale è fondamentale interagire per creare quelle sinergie idonee alla crescita del movimento. Quello tra Fin e Cip è un accordo che non vuole ingiallire in un cassetto ma che sarà da subito operativo rispondendo ad una delle sue principali finalità, ovvero quella di compiere quel processo di integrazione tra gli atleti disabili e non disabili nel pieno diritto allo sport».

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