Un protocollo per venire incontro ai 20mila militari della capitale

Un protocollo di intesa è stato firmato dal sindaco Gianni Alemanno e dal comandante regionale militare generale Domenico Rossi. Scopo del documento favorire un dialogo costante con le oltre 20mila unità di forze armate impiegate nella capitale, attraverso la creazione di un comitato che si riunirà almeno con cadenza semestrale per individuare possibili soluzioni alle varie problematiche del corpo militare che opera a Roma. Tra queste, la necessità di alloggi per i militari, facilitazioni per l’utilizzo del trasporto pubblico, accesso alle varie attività educative, sociali e sportive del Comune di Roma. Servizi, come ha spiegato Rossi, «per una comunità che merita una considerazione che finora è stata randomica e che ora, con questo protocollo, diventerà stabile». «Questo protocollo - ha detto il sindaco - è innanzitutto un riconoscimento per la comunità militare nella città di Roma. E poi, è la consapevolezza che una capitale come Roma deve avere un rapporto forte e significativo con le forze armate. Il protocollo ci permette di dare stabilità a questo rapporto e di affrontare problemi come la casa, i servizi e i trasporti per fare in modo che i militari siano sempre più integrati». Di «documento storico per il Comune di Roma» parla il consigliere comunale Pdl Antonino Torre. «Il sindaco Alemanno - dice Torre, che ha seguito sin dall’inizio l’iter per la definizione dell’intesa - non fa una politica di annunci finalizzati solo ad alimentare i mezzi d’informazione, ma con rapidità ed estrema determinazione passa alla fase operativa. Questa volta la sua attenzione si è incentrata sulla comunità militare, la cui presenza a Roma è stata per anni ignorata». «Il sindaco - conclude Torre - ha annunciato l’inserimento di un rappresentante militare nella commissione presieduta da Marzano, che completerà il suo lavoro entro la fine di marzo 2008. Alemanno ha inoltre dichiarato che nella prima riunione di giunta sosterrà una delibera affinché tutti i militari, purché in divisa, possano viaggiare a titolo gratuito sui mezzi pubblici comunali, in maniera tale da aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini».