Il prototipo BB1 E Peugeot lancia la piccola che si guida come una moto

Immaginate di poter combinare la praticità di un mezzo a due ruote con il comfort di una vettura con i quattro posti racchiusi in un piccolissimo ingombro. In Peugeot ci sono riusciti grazie al progetto BB1. Reduce da un tour europeo che l’ha portata a toccare in sequenza Berlino, Londra e Madrid prima di approdare a Milano, questa concept-car lunga 2,50 metri rappresenta per Alain Martinez, amministratore delegato di Peugeot Italia, il «veicolo del futuro e un simbolo molto forte di rinnovamento» per il marchio francese.
Nata su un’architettura specifica, con un tratto di matita che è partito dal montante anteriore per disegnare tutto il resto, BB1 è stata svelata per la prima volta in settembre al Salone di Francoforte. Al posto del volante c’è un manubrio, manca la pedaliera, la posizione di guida, più verticale e rialzata, e le ampie superfici vetrate offrono una visione a 360 gradi. In questa sorta di scooter doppio (i sedili anteriore e posteriore sono realizzati in tandem) sembrerebbe mancare solo il vento che accarezza il viso, ma per quello basta aprire il tettuccio, o il più centrale o quello sul retro, per consentire di imbarcare un bagaglio che altrimenti non entrerebbe. «La BB1 è il primo modello di macchina veramente urbana - ha raccontato il suo “papà”, il designer greco Attanasios Tubidubis -: è perfettamente funzionante e sfrutta tutte le tecnologie disponibili al momento. Per realizzarla non sono stati utilizzati pezzi di magazzino». BB1 nasce per liberare il guidatore dagli assilli di un traffico metropolitano perennemente congestionato. Grata alla «madre» per la fisionomia (automobile), BB1 deve al «papà» un’anima scattante, che le permette slalom, di bruciare tutti al semaforo, persino di parcheggiare in perpendicolare rispetto al marciapiede. Per certi versi una sorta anti-Smart, dunque. «Dobbiamo considerare che un terzo della popolazione del pianeta vive nelle grandi città - ha ripreso Tubidubis -. Quando ho progettato la B1 ho seguito la stessa filosofia che sta alle base di oggetti come lo skateboard, i pattini o il monopattino. Oggetti pensati per adattarsi ai ritmi della vita urbana». Per il designer di origine greca, con un passato di studi legati proprio a Milano (la specializzazione in Car Design l’ha maturata invece all’Art college of design di Pasadena, in California), il tratto che più distingue la sua creazione è «il carattere; c’è poi il concetto di intimità, di spazio privato».
Se non bastasse, BB1 è amica dell’ambiente. Spinta da un motore elettrico, per questo estremamente silenziosa, ha la prerogativa di sfruttare le celle fotovoltaiche installate sul tetto che permettono l’uso permanente dell’impianto di ventilazione anche quando il veicolo è fermo. Dopo la tappa milanese, Peugeot BB1 farà ritorno a casa, a Parigi. A medio termine non si prevede il suo sviluppo in vista di una produzione in serie.