Protti ci ripensi da capo ultrà

G li mancano 2 gol per entrare nel gruppo, neanche tanto folto, di coloro che hanno segnato almeno 50 gol in serie A: a Messina, domenica prossima, l’ultima chance. Poi Igor Protti, considerato «il capo degli ultrà» nella sua Livorno, lascerà il calcio giocato alla tenera età di 38 anni meno 116 giorni.
Niente male per uno che ieri ha messo paura alla Juventus facendo girare la testa a Cannavaro. Ma c’è da chiedersi se questo romagnolo verace di Rimini, dopo aver preferito il Tirreno all’Adriatico, confermerà l’addio al mondo del pallone.
Mi perdoni, Igor. Ma già in passato aveva manifestato questa intenzione dopo una sfortunata stagione alla Reggiana e, neppure tanto tempo fa, per incomprensioni con gli ultrà del Livorno. In entrambe le occasioni ci ha ripensato finendo per firmare una serie impressionante di gol in maglia amaranto: addirittura 108 nelle ultime sei stagioni disputate a Livorno in C1, B e (finalmente) A.
Un amore assoluto, giunto fatalmente all’epilogo. Ieri la giornata dell’addio all’Ardenza, fra sette giorni quella definitiva a Messina. «Ho capito che devo staccare la spina e dedicarmi finalmente alla famiglia. Confesso che avrò il magone addosso», il suo commosso messaggio. In caso contrario il nostro eroe, così avvezzo ai viaggi di andata e ritorno, si troverà nuovamente in debito con i tifosi che l’hanno ripreso ad amare dopo le liti di due anni fa. E poco conta se altri campioni dello sport hanno fatta marcia indietro per problemi economici («chissenefrega delle brutte figure quando ci sono in ballo tanti bei soldini») o perché incapaci di rimanere lontano dai riflettori. La storia di questo mondo è piena di atleti che non ce l’hanno fatta a uscire dai recinti. Di Bartolomei si tolse addirittura la vita.
È curioso comunque il fatto che Protti, nel suo ultimo anno da giocatore, abbia avuto un ruolo determinante nel cambio dell’allenatore: da Colomba a Donadoni. Sulla scelta di Spinelli pesò sicuramente lo sfogo di mister Igor: «Sono inutile per Colomba, non rientro mai nei suoi schemi». Mai darlo per finito. A Bari lo stavano per cedere dopo aver segnato appena 22 reti in 2 campionati di B e uno di A. L’anno successivo Protti vinse la classifica dei cannonieri con 24 reti, beninteso nella massima serie. In un modo o nell’altro lui torna sempre. Altro che ufo.

Annunci

Altri articoli