Prova di forza di Hezbollah Spari nelle strade di Beirut

Beirut. Violenti scontri armati in città per lo sciopero generale indetto dal partito sciita d’opposizione Hezbollah, appoggiato da Siria e Iran, contro il governo del primo ministro Fouad Siniora, sostenuto dagli Stati Uniti. Motivo della protesta è la richiesta di aumenti salariali. Sostenitori filogovernativi e dell’opposizione sono stati coinvolti in sparatorie e sassaiole in diversi quartieri della capitale, paralizzandola. Bloccata anche la strada che porta all’aeroporto internazionale. Carri armati dell’esercito per le strade hanno tentato di contenere le violenze, le più gravi dal febbraio 2007, quando le truppe governative erano impiegate nella neutralizzazione di milizie vicine ad Al Qaida. Negli scontri, è stata attaccata la sede del partito della principale formazione politica della maggioranza parlamentare anti-siriana, al Mustaqbal, fondato da Rafik Hariri, l’ex premier assassinato nel febbraio 2005. Il bilancio è di pochi feriti, la maggior parte dovuta al lancio di pietre. Auto, copertoni e cassonetti della spazzatura sono stati incendiati. Hezbollah ha asserito che le tensioni proseguiranno finché il governo non revocherà le decisioni adottate contro di esso. Il gruppo accusa Siniora di essere «uno strumento israelo-americano».