La prova da maestro di un «Pulitzer»

Volendo, con il ritorno in libreria dopo oltre vent’anni, questo libro ci guadagna. Quando il soggetto ha tutti i carati necessari per tener sempre viva l’attenzione del lettore - in questo caso la voracità di successo, le frequentazioni esclusive, l’autodistruzione - non ci vuole altro che rimanere fedeli ai dettagli, verificarli, metterli in ordine e poi lasciare che da soli esaltino una parabola come quella di John Belushi, così unica e così banale nello schianto finale. Bob Woodward, giornalista del Washington Post che vinse il premio Pulitzer dopo aver innescato lo scandalo Watergate con le sue inchieste, conosceva Belushi solo di fama. Entrambi avevano studiato nello stesso liceo di Wheaton e i punti in comune finivano lì. Ma lo ha ritratto con ostinata precisione e l’inevitabile rispetto di chi, documentandosi così bene, alla fine stabilisce un rapporto profondo con il suo soggetto. Una lezione, soprattutto oggi.
Paolo Giordano