«La prova? Nella rivista porno»

«Vi dico che è lei, la riconosco! È lei, la fedifraga, che ha rovinato il nostro matrimonio. E questa è la prova!»: urla, smoccola, si dispera davanti al giudice quel marito di Finale Ligure che vuole ottenere il divorzio per colpa grave della consorte. E per accelerare la pratica, ecco che si decide a portare all’attenzione del magistrato la carta che ritiene più giusta, e aveva nascosto fino all’ultimo per ovvia riservatezza: la rivista (che hard è dir poco) in cui figura in bella mostra la traditrice, più volte ritratta in pose anche acrobatiche, da sola o in compagnia, e con addosso, pare evidente, solo la fede matrimoniale. Il giudice guarda, riguarda, cambia pure gli occhiali - «sa, con questi vedo meglio i particolari» -, infine si decide a chiedere al presunto tradito: «Mi scusi, ma come fa a dire che questa è sua moglie?». In realtà, il dubbio è lecito: nelle pagine patinate della rivista si vede tutto fuorché la faccia della protagonista. Le altre parti anatomiche, in compenso, ci sono tutte, anche ingrandite. Il marito ha un moto di stizza. Poi guarda l’avvocato, che nel frattempo lo ha preso per un braccio intuendo che un’eventuale reazione scomposta, che so?, una frase mal pronunciata potrebbe compromettere l’esito della causa. L’intervento è efficace: l’uomo si ridimensiona, si fa prendere addirittura dalla commozione. E finalmente risponde al giudice: «La faccia non la vedo, è vero, ma il resto una volta mi era abbastanza noto. Almeno finché lei, la fedifraga, non mi ha parlato del suo mal di testa. Un bel giorno l’ho sentita dire al vicino, ridendo: “Come farà mio marito a non averlo lui, mal di testa, con tutte quelle corna che gli sono cresciute?“. Da lì in avanti, lo ammetto, non ho più visto granché. Il vicino, invece... Dovreste chiedere a lui!».