Prove di Intesa-AirOne Alitalia corre a Piazza Affari (+2,8%)

Con molta cautela l’istituto (meno 1,2%) ammette un possibile ingresso nel capitale

da Milano

Intesa Sanpaolo fa bene ad Alitalia, ma Alitalia non fa bene a Intesa Sanpaolo. Al diffondersi dell’ipotesi che Intesa possa entrare nel capitale della holding che controlla Air One, uno dei candidati all’acquisizione della compagnia pubblica, il titolo di quest’ultima ha guadagnato in Borsa il 2,76%, quello dell’istituto ha perso l’1,23%. Il giudizio del mercato - pur in una giornata pesante per le banche - sta in questa netta asimmetria. Su richiesta della Consob, la banca guidata da Corrado Passera ha emesso un comunicato molto cauto, che comunque «conferma che sta contribuendo allo studio di fattibilità di un progetto imprenditoriale riguardante la combinazione tra Alitalia e Air One, che verrà esaminato nei tempi previsti con la parte venditrice e che potrà anche prevedere una partecipazione al capitale con una quota di minoranza».
Resta comunque certo che Ap Holding, ovvero Carlo Toto, continuerà in proprio la trattativa per Alitalia, e che Intesa Sanpaolo parteciperà solo in caso di successo, fornendo i mezzi necessari anche con l’ingresso nell’azionariato. Questa modalità - dopo la rinuncia di porre al vertice della nuova compagnia il figlio Riccardo - sembra un altro passo indietro di Toto, che finora pareva intenzionato a mantenere nelle proprie mani l’intero capitale. E indica, altresì, la grande determinazione con la quale il costruttore di Chieti procede verso il suo obiettivo: perché il futuro ingresso di Intesa Sanpaolo nel capitale è un elemento che aggiunge chanches alla sua offerta. Toto sembra anche molto impegnato sul fronte sindacale e, nell’intento di ottenere un appoggio al suo piano, sembra intenzionato a mentenere sotto il controllo di Alitalia le attività di Az Servizi, come richiesto soprattutto dai confederali. La caratteristica di Air One in questo momento più funzionale è la sua bandiera italiana, che - oltre a non porre alcun problema sui diritti di traffico - sarebbe molto spendibile sul piano politico e su quello della comunicazione.
Ieri Air One ha diffuso i dati di traffico gennaio-ottobre, in aumento del 20,8% sullo stesso periodo 2006, a 6,360 milioni, con un picco d’incremento durante l’estate. La previsione per la fine dell’anno è di 7,2 milioni di passeggeri trasportati. Il comunicato non contiene alcun dato economico né alcun indice di valutazione del dato sui passeggeri. Dal sito dell’Ata, l’associazione europea delle compagnie aeree, si apprende tuttavia che nel periodo gennaio-settembre il fattore di riempimento di Air One è stato del 57,4% (Alitalia 75,2%, media Aea 77,7%), e che tale indicatore - uno dei principali nel trasporto aereo, quello che registra la produttività delle macchine - è addirittura calato dell’1,6% rispetto allo scorso anno nonostante un aumento di capacità (immissione di nuovi aerei in flotta) del 23,9 per cento.
Ieri un altro candidato all’acquisto di Alitalia, Antonio Baldassarre, a capo di una cordata molto variegata di cui è eminenza grigia Giancarlo Elia Valori, ha annununciato che nel suo gruppo potrebbero entrare a breve «un grande gruppo bancario e un partner industriale del trasporto aereo». Quest’ultimo, secondo indiscrezioni, sarebbe un vettore asiatico, che dovrebbe dare la propria adesione nell’arco di pochi giorni.
Intanto, la situazione della compagnia continua a peggiorare - come indicato dalla posizione finanziaria netta riferita a settembre - con lo spettro del commissariamento sempre presente. Solo a tarda sera Alitalia ha diffuso la relazione dei certificatori di Deloitte sulla semestrale, slittata di qualche giorno, nella quale si prende atto che il cda ha confermato di prevedere liquidità per oltre 12 mesi, sufficienti a garantire la continuità aziendale.