An, prove tecniche di candidatura unica

«La lettera di Alemanno? Credo si tratti di un atto formale. Il mio auspicio è che due persone che si conoscono da 25 anni possano incontrarsi di persona, spero già durante questo week-end, per cercare di intavolare una discussione di alto profilo senza arrivare agli scambi epistolari». Commenta così il senatore Andrea Augello la missiva che ieri mattina Gianni Alemanno - principale candidato alla presidenza della federazione romana - ha inviato a lui e al senatore Francesco Storace per tentare di trovare la sospirata «soluzione unitaria» in vista del congresso che si terrà da giovedì 1 a sabato 3 marzo al salone delle Fontane dell’Eur. Un gesto, quello dell’attuale commissario, che ribadisce l’esigenza di arrivare all’appuntamento con il massimo consenso attorno alla sua candidatura, sostenuta già ora da quasi tutto il partito ad eccezione, appunto, di Storace (ieri rimasto in silenzio) e di Augello, che ha già raccolto le firme necessarie per correre.
«Le questioni che ho posto fin dall’inizio - spiega ancora il senatore nel pomeriggio - sono ancora sul tappeto. Più che di nomi si tratta di un problema di priorità, di strategia complessiva. Priorità che riguardano la natura dell’azione che An vuole svolgere per recuperare spazi di rappresentanza sociale in città e in tal senso, il periodo di commissariamento Alemanno non è stato poi così incisivo. Non ho poi condiviso il metodo della scelta, che contrariamente a quanto si è affermato ripropone ancora il vecchio modello verticistico, cesaristico, il nome calato dall’alto, e in cui non c’è traccia di quel patto tra la classe dirigente romana per un modello di gestione diffuso e orizzontale da me proposto». Argomenti che Augello ha già strutturato in un documento pronto per essere presentato al congresso, sempre che il fine settimana e l’atteso incontro con l’ex ministro dell’Agricoltura non regalino l’attesa fumata bianca. «In caso di compromesso verso il basso - continua ancora l’esponente di An - sono pronto a misurarmi partendo dal mio attuale 15 per cento di voti. E se dovessi ottenere anche un punto in più, significherebbe che i problemi che ho posto hanno generato ulteriore consenso». Dichiarazioni, quelle di Augello, che somigliano a un’apertura di credito, seppur condizionata. Tuttavia, in caso di mancato «passo indietro», il senatore ufficializzerebbe martedì la sua candidatura per la poltrona di via Po, dopo aver riunito lunedì i suoi.
E ieri lo stesso schieramento trasversale che sostiene Alemanno ha presentato la candidatura del rampelliano Francesco Lollobrigida alla presidenza dei circoli della Provincia, in vista del congresso che si aprirà domani all’hotel «Duca d’Este» di Bagni di Tivoli. Anche in questo caso l’ipotesi di un congresso unitario è ancora in bilico, come testimoniano le 2300 firme raccolte dall’eventuale sfidante, l’augelliano Anselmo Tomaino (assessore ai lavori pubblici di Fiumicino). Stamani ennesimo incontro tra le parti.