Prove tecniche di dialogo con l’Udc

E meno male che ha avuto qualche linea di febbre. Un freno appena pigiato, un’anomalia trascurabile per una come lei, «perché con difficoltà mi prendo un raffreddore, persino nelle stagioni più gelide». Figurarsi allora, con la salute a piena carica, cosa saprà mettere in piedi da qui a marzo Renata Polverini, che un inizio migliore dell’assalto alla diligenza regionale proprio non poteva immaginarlo. I sostegni fioccano e i consensi pure, in attesa dell’appuntamento chiave con Pierferdinando Casini, da incastrare nella forbice tra l’1 e il 5 gennaio.
Si vedrà se il vento dell’alleanza riuscirà a soffiare, ma già oggi, nella selva delle prime uscite pubbliche da candidata, la leader dell’Ugl sta dimostrando di avere le qualità e la stoffa per conquistare la gente, inclusa quella fetta che non la conosce nemmeno, oppure solo per sentito dire. È affabile, spontanea e immediata. Sa usare le parole giuste, anche quelle che stridono con chi divide in schieramenti il vocabolario politico: «Vogliamo rivoluzionare il Lazio», ha detto domenica mattina nella sede di Assoforum, lo specchio della società civile, il coordinamento del libero associazionismo capitolino con 110 realtà aderenti. Proprio nella sede del movimento guidato dall’eurodeputato Potito Salatto, la Polverini ha incassato una dote di voti importante, che ha già portato fortuna al sindaco Alemanno: «La sosterremo con una nostra lista civica, penso che Renata sia la persona giusta per uscire fuori da un momento istituzionale che è disastroso», ha annunciato Salatto. La benedizione di Gianni Alemanno è stata ribadita subito dopo: «Sarebbe la prima volta che Comune e Regione vengono governate dal centrodestra - ha sottolineato il primo cittadino - rendetevi conto di cosa possiamo fare». La Polverini ha preferito andare per gradi: «Prepareremo un programma che sarà il frutto di un ampio ragionamento condiviso da tutte le forze in campo, in cui ovviamente il presidente si dovrà ritrovare. Lo condenseremo in pochi punti chiari con cui parlerò alla gente, che ha voglia di riconoscersi in una figura concreta, simile a loro». Un concetto ribadito con una ulteriore spolverata di stile: «Nei mesi passati - ha ricordato - non sono mai entrata nel merito di una mia possibile candidatura. Si può anche non parlare di tutto tutti i giorni». Di più: «Non faremo una campagna incentrata sul battibecco o il pettegolezzo. Ma non dimenticherò nemmeno che gli scandali recenti hanno creato una ferita nei cittadini e bisogna curarla». Con la giusta enfasi concessa alle priorità, alle voci che sono in cima alla lista: «Innanzitutto ci concentreremo sulla sanità, che deve essere messa in condizione di funzionare meglio. Poi daremo la massima attenzione alle famiglie, da lì estendendo il discorso al lavoro, alle imprese e ai servizi». Oggi la sua candidatura sarà presentata ufficialmente al Senato.