Provenzano-Riina, lite tra Ciancimino e Ultimo

Prima di entrare nell'aula bunker di Palermo il figlio dell'ex sindaco rivela: "Provenzano ha consegnato ai carabinieri le mappe del posto dove poi è stato trovato Riina". Replica del colonnello De Caprio: "Grave che nelle istituzioni qualcuno legittimi questo servo del boss"

Palermo - "Provenzano ha consegnato le mappe della locazione dove poi è stato trovato Riina. Comunque non posso fare altre dichiarazioni per rispetto dei magistrati con i quali sto parlando". Lo ha detto Massimo Ciancimino, prima di entrate nell’aula bunker di Pagliarelli a Palermo, per presenziare al processo in cui è imputato di riciclaggio. Secondo la ricostruzione fatta da Ciancimino agli inquirenti di Palermo, il padre Vito Ciancimimo avrebbe chiesto al figlio di fare due fotocopie delle mappe consegnate dal capitano del Ros Giuseppe De Donno. Una da conservare e un’altra da dare a un uomo riconducibile al "geometra Lo Verde", cioè Bernardo Provenzano. Così, sempre secondo Ciancimino junior, le mappe sarebbero state restituite alla stessa persona da Provenzano con segnata la zona del quartiere Uditore in cui poi è stato arrestato, il 15 gennaio del ’93, il boss mafioso Salvatore Riina. Secondo Massimo Ciancimino proprio l’indicazione di Bernardo Provenzano, alias geometra Lo Verde, avrebbe permesso al Ros di catturare il capomafia all'uscita della lussuosa villa con piscina in via Bernini.

La replica del capitano Ultimo "Ciancimino è uno dei tanti servi di Riina. Infatti è chiaramente falso che Riina sia stato arrestato in seguito alle dichiarazioni di Bernardo Provenzano". Lo dice il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il "capitano Ultimo" che, insieme al generale Mori, condusse le indagini che nel 1993 portarono all'arresto di Riina. "Ma la cosa più grave - aggiunge il capitano Ultimo - è che ci sia qualcuno all'interno delle istituzioni che legittima questo servo di Riina. Questo significa evidentemente che i servi di Riina sono anche all'interno delle istituzioni e certamente non sono il generale Mori e il capitano De Donno: forse sono gli stessi che hanno isolato e delegittimato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".

Nuovi documenti Ciacimino si è presentato spontaneamente questa mattina in procura a Palermo per consegnare nuova documentazione relativa alla presunta trattativa tra mafia e pezzi dello Stato. "Si tratta di documenti relativi a quel periodo in esame. Materiale che potrebbe essere utile a stabilire alcune date e confermare quanto già detto da me" ha riferito prima di entrare nel bunker di Pagliarelli. "Ho consegnato solo materiale cartaceo, sulle bobine ci vuole un attimo di prudenza. Mio padre - ha spiegato - aveva l’abitudine di registrare avvenimenti importanti, ma di tutto questo non ho avuto ancora contezza personale. Per cui prima di poter dare o annunciare qualcosa di importante" è giusto verificare. "Tutto, anche queste, quanto prima saranno valutate dai magistrati per vedere se sono importanti per la loro inchiesta o meno". Massimo Ciancimino adesso renderà spontanee dichiarazioni nel processo d’appello in cui è imputato per aver riciclato il denaro del padre. "Parlerò del mio malessere rispetto a quelle cose che ritengo delle anomalie".