Proverbio cinese: il low cost è un affare

Sapete che noi malati di tecnologia siamo sempre in attesa che esca qualcosa di nuovo e questo è il momento Apple. Ovvero il periodo dell’anno in cui si accavallano voci e rumors sui prossimi prodotti che ci cambieranno la vita. Così, una delle scommesse ricorrenti è l’arrivo di un iPhone a basso costo, magari più piccolino e con qualche funzione in meno. Se ne parla, se ne discute, se ne pronostica l’aspetto e poi non succede mai. Poi però, all’improvviso, si scopre che l’iPhone low cost esiste già: non si chiama proprio così, ovviamente, eppure il fratello minore del Melafonino circola. E circola bene. Lo rivela Bloomberg pubblicando i dati di China Unicom (e chi se no?), quella che è diventata la seconda azienda del Paese dietro China Telecom e sorpassando China Mobile. Il segreto del successo? L’iPhone, ovviamente, ma non quello inventato da Steve Jobs che comunque resta in listino per chi se lo può permettere, con grande pragmatismo cinese. In sintesi: in un Paese dove lo stipendio medio è di circa 1800 yuan (cioè 200 euro) al mese, offrire il 4S a 286 yuan (35 euro) al mese non è una buona pratica commerciale. Così quelli di China Unicom si sono rivolti direttamente alle fonti locali e grazie a Huawei e Zte Corporation hanno sfornato uno smartphone copia dell’iPhone ma con qualche funzione in meno. Al prezzo di circa 1000 yuan, 158 euro. Abbordabile. «La gente in Cina aspira ad avere un iPhone, però non se lo può permettere - ha detto un analista locale a Bloomberg -. Se qualcuno vende uno smartphone che può fare la maggior parte delle cose utili di un iPhone non si vede perché non dovrebbe avere successo». Logico. Così China Unicom - che a inizio 2011 aveva un target di 25 milioni di telefoni da vendere e dopo i primi mesi stava malino - da maggio, da quando è arrivato il simil-iPhone, è passato rapidamente da 2 milioni a 3 milioni e 380mila pezzi venduti al mese. Nello stesso tempo, nel terzo quadrimestre dell'anno Huawei ha registrato una vendita di 4 milioni e 470mila pezzi, arrivando a un passo da Apple che ha registrato quota 5 milioni e 600. Dice il saggio (analista): «Gli smartphone low cost si stanno vendendo come il pane e non c'è nulla che faccia pensare che questo trend possa cambiare». E questa sembra proprio roba da proverbio. Cinese.
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