Provincia, la Befana porterà il Repetto-bis ma col carbone

Per dirla con uno di loro e mica uno qualunque, Claudio Gustavino il capogruppo in Regione dell’Ulivo: «Benvenuti alla commedia dell’arte». Sul palco, a far non proprio bella mostra di sé, i soci fondatori. I Ds, reduci da due laceranti mesi di diatriba Vincenzi-Margini, e la Margherita, che in queste ore deve decidere se ricandidare Alessandro Repetto alla presidenza della Provincia o se, poco gentilmente, chiedergli di farsi da parte per lasciare cavallerescamente il posto ad Anna Maria Furlan il segretario nazionale della Cisl come da indicazioni romane. Alla fine, dicevano ieri gli attori della commedia, per forza o per amore sarà Repetto il ri-candidato.
Non fosse altro che, spiega Gustavino, delle due l’una: «O qualcuno si alza e dice che Repetto ha lavorato male, oppure lui fa un passo indietro. Poiché nessuna delle due ipotesi mi pare si stia verificando, non vedo come potremmo negare a Repetto il diritto al secondo mandato». In verità, è chiaro anche a Gustavino che una parte del partito ci stia provando, ed è per questo che il segretario provinciale Paolo Striano è più cauto. «Dobbiamo aspettare la direzione regionale che si terrà dopo le feste, e subito dopo la decisione defiunitiva al tavolo romano dell’Ulivo», spiega, anche se poi aggiunge: «In effetti alla fine molto probabilmente repetto verrà riconfermato». Di certo, che qualcuno, e cioè la Quercia, batta un colpo: «Siamo o non siamo una coalizione? - si domanda Gustavino -. Se sì, visto che il presidente della Provincia dovrà essere il presidente della coalizione, non capisco perché i Ds tacciano».
E i Ds ieri si son fatti sentire, ma dalla Spezia, con il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri ad annunciare il ritiro della propria candidatura a sindaco. L’aveva presentata in polemica con le decisioni prese dal’alto e non attraverso le primarie, facendo scoppiare un putiferio. Ieri non ha rinunciato a strigliare il partito. Intanto il perché del passo indietro: «Molteplici valutazioni mi spingono a questa decisione, prima di tutto le sollecitazioni e gli argomenti del partito che mi ha posto la continuità del mio ruolo di governo, come unico rappresentante della Liguria, quale priorità su ogni altro impegno». Poi l’affondo: «Il mio auspicio è che siano state comprese le ragioni che toccavano le problematiche nel rapporto tra cittadini e partiti. Le stesse ragioni che mi avevamo spinto a mettere a disposizione, con passione e generosità, la mia persona. L’obiettivo era aprire un dibattito che, seppure con limiti, si è ora aperto e si svilupperà, e di stabilire il metodo delle primarie per la scelta dei candidati: metodo che i Ds hanno ora adottato senza esitazioni». Perché, avverte: «Il centrosinistra, l’Ulivo, i Ds, non possono permettersi scelte oligarchiche». Intanto però, come accade a Genova con la sfida fra Vincenzi per l’Ulivo e Edoardo Sanguineti per Unione a sinistra, anche alla Spezia per il centrosinistra corrono due candidati: Ferdinando Giorgieri della lista La città del Sole, sostenuto dai Verdi, e Massimo Federici, simbolo della continuità con l’attuale sindaco Ds Giorgio Pagano.