La Provincia blocca i cantieri sulla Paullese

Paullese, l’arteria più pericolosa della Lombardia. Strada statale 415 che attende il raddoppio. Ma la Provincia di Milano blocca i lavori: mancano i fondi, dicono dagli uffici dell’amministrazione in via Vivaio. Restano quindi condannati a restare imprigionati nell’inferno della Paullese - due ore la media di percorrenza alle otto di mattina e alle sei di sera - i pendolari che quotidianamente da Pandino, 35 chilometri da Milano, devono raggiungere San Donato e quindi, col metrò, sbarcare in piazza Duomo. Utilizzare, tra l’altro, le strade alternative è improponibile: Cassanese e Rivoltana sono già super-intasate.
Fotografia della realtà che la Provincia di Milano non si decide però a cancellare: «Eppure, il progetto della nuova Paullese - ampliata fino a 55 metri di larghezza e affiancata da due strade di servizio per raggiungere gli stabilimenti ai lati - ha già ricevuto il via libera del Cipe» fa sapere Bruno Dapei, capogruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Isimbardi.
Denuncia che va di pari passo con quella dei sindaci dei Comuni attraversati dalla Paullese, coordinati da Ottaviano Carparelli si stanno mobilitando perché «intervenga la Regione, l’assessore Raffaele Cattaneo convochi un tavolo della Paullese indispensabile per far partire i lavori». Tavolo che, naturalmente, chiosa Dapei «vedrà Penati come sempre in versione double face: quella disponibile a parole ma mai nei fatti come accade ancora oggi per la Tangenziale est esterna di Milano».