«La Provincia boicotta le nuove opere»

Dapei (Fi): «Non investe per non far perdere valore alle azioni dell’ex Milano Mare»

Sull’agenda di Claudia, fedele collaboratrice di Filippo Penati, non è segnato alcun impegno del presidente in quel di Assago: «Oggi, alle 11.30, Filippo è atteso alla cascina San Giuseppe, nel comune di Caponago: inaugura la variante Agrate-Caponago della strada provinciale Monza-Melzo».
E l’assemblea dei soci di Serravalle, al palazzo B1 strada 3 di Assago? Niente, nemmeno un memo per ricordare all’inquilino di Palazzo Isimbardi di fare una telefona a Giampio Bracchi nuovo presidente della società autostradale o a Massimo Di Marco che ritorna sulla poltrona di amministratore delegato con la certezza di diventarne pure direttore generale. Assenza temporale che Forza Italia valuta come la prova di chi «dopo aver cambiato le regole del gioco mentre si svolgeva la partita» tenta «di mostrare un’altra faccia: quella di aver contribuito fattivamente a realizzare un avanzato e condiviso sistema di mobilità sostenibile». Peccato, aggiungono gli azzurri, che «quest’immagine è totalmente falsa». A confermare quest’analisi ci sono le note diffuse dall’ufficio stampa della Provincia, dove «ogni tot comunicati si “riafferma il massimo impegno per l’accessibilità al polo fieristico e per la Rho-Monza”», e la relazione dell’ad di Serravalle al consiglio provinciale, «dove Di Marco garantisce che “possiamo intraprendere anche questi investimenti”». «Parole rimaste lettera morta» chiosa Bruno Dapei, capogruppo provinciale di Forza Italia: «Nel piano finanziario di Serravalle non c’è traccia di queste opere, che Penati ha cancellato perché altrimenti il valore di ogni singola azione si abbassava. Scelta che la dice lunga sulla reale volontà del centrosinistra di mettere in moto interventi autostradali».
Giudizio condiviso da Marco Malinverno, capogruppo dell’Udc: «Per dare corpo all’aspirazione di crescere come tycoon autostradale ha scelto di non dare sostanza al progetto di prolungamento della metropolitana da San Donato a Paullo: con quei 464 miliardi di vecchie lire offerti a Marcellino Gavio, si potevano risolvere i problemi del traffico, della mobilità e dell’ambiente di una parte del territorio». E An mette nel mirino il trasporto pubblico «colpito mortalmente con l’acquisto del 15 per cento delle quote di Serravalle: senza quei soldi la Provincia offre infatti un servizio di trasporto pubblico provinciale decisamente inferiore e carente rispetto a quello dato dalla città di Milano» chiosa Giovanni De Nicola. Ma di questa responsabilità non c’è traccia sull’agenda del presidente.